Roscigno Vecchia riparte: istituzioni, cultura e territorio uniti nel segno di Faro e Olivetti per il rilancio della “Pompei del 900”
Si è svolto martedì 16 giugno 2026, presso il suggestivo borgo fantasma di Roscigno Vecchia (SA), l’atteso incontro operativo volto a tracciare le linee guida per la futura pianificazione strategica, finalizzata al rilancio culturale, sociale e territoriale del sito.
L’evento ha registrato la partecipazione di istituzioni, università e attori sociali sancendo l’avvio di un percorso sinergico e condiviso ispirato ai principi della Convenzione di Faro e al Piano Olivetti per la Cultura.
Durante la riunione, svoltasi a cielo aperto all’ombra di un secolare platano, si è discusso concretamente del consolidamento del borgo come museo diffuso a cielo aperto e come laboratorio permanente di sperimentazione.
L’incontro ha messo in luce una visione chiara: la rigenerazione culturale del borgo deve fondarsi sul mantenimento del legame profondo con il passato, valorizzando non solo ciò che è visibile, ma anche la memoria storica di ciò che il tempo ha cancellato.
Su questa base, lo sviluppo futuro di Roscigno Vecchia potrà puntare a ridefinire il borgo come un modello di sostenibilità, facendo leva sulle peculiarità e sulle eccellenze culturali e ambientali di un territorio unico. In quest’ottica, tra le linee d’azione per lo sviluppo di un turismo sostenibile, si potranno incentivare il potenziamento di tracciati escursionistici e la creazione e valorizzazione dei circuiti di visita.
Questo luogo, dunque, non dovrà configurarsi solo come una vetrina nostalgica, ma potrà offrire anche un’alternativa concreta ai ritmi accelerati della vita urbana e diventare uno spazio di decompressione dove l’isolamento rigenerante si alterna alla contaminazione di idee.
Il borgo si proporrà, così, come un nuovo paradigma di ospitalità e produttività, diventando un luogo dove riscoprire il valore della lentezza, ritrovare ispirazione e, soprattutto, se stessi.
Al centro del progetto, naturalmente, c’è il coinvolgimento e la sensibilizzazione della comunità locale, chiamata a riappropriarsi della propria identità e a diventare custode attiva del territorio. Questa sinergia punta a generare ricadute positive e concrete volte a contenere il fenomeno dello spopolamento attraverso un’economia della cultura e dell’accoglienza.
Un ruolo centrale è stato riconosciuto al patrimonio archeologico della vicina area di Monte Pruno, dove la ripresa degli scavi condotti dall’Università Federico II rappresenta un volano straordinario di attrattività.
L’ampia partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo scientifico conferma la rilevanza di questo progetto. All’incontro sono intervenuti:
il Soprintendente ABAP di Salerno e Avellino, Anna Onesti, con le funzionarie SABAP Maria Tommasa Granese e Mariagrazia Barone; in rappresentanza del Comune di Roscigno i consiglieri Francesco Palmieri e Viola Cuomo, il Presidente della Pro Loco Roscigno Vecchia, Franco Palmieri, il Direttore e il Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Romano Gregorio e Giuseppe Coccorullo, il Presidente della Provincia nonché Sindaco del vicino Comune di Bellosguardo (SA), Giuseppe Parente, il Presidente della Fondazione Monte Pruno, Michele Albanese, il Sindaco di Corleto Monforte, Filippo Ferraro, il parroco di Roscigno, Don Michele De Luca, la prof.ssa Bianca Ferrara dell’Università Federico II di Napoli, responsabile degli scavi archeologici nel sito di Monte Pruno, il prof. Roberto Gerundo dell’Università di Salerno, esperto in Pianificazione e Progettazione Urbanistica, il ricercatore brasiliano Rafael Almeida de Oliveira, autore del progetto “Roscigno Memor.I.A.” guida interattiva multimediale sviluppata in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II e Raimondo Tedesco, presidente dell’associazione “Monte Pruno Ambiente & Vita”.
Grazie a questa forte intesa istituzionale Roscigno Vecchia può diventare un modello di rigenerazione territoriale condivisa e un esempio concreto di rinascita, dimostrando come la valorizzazione del patrimonio culturale possa generare prospettive reali e sostenibili per il futuro.































