Eboli. Stretta contro l’abusivismo edilizio sul territorio comunale: il Comune ha disposto la demolizione di un manufatto abusivo situato in via Boscariello, all’interno di un’area classificata dal Piano regolatore generale come zona di pianura.
I dettagli dell’abuso
Il provvedimento fa seguito a un accertamento effettuato dalla Polizia municipale già nel corso del 2021. Dalle verifiche tecniche è emersa la realizzazione di una struttura di circa 90 metri quadrati, composta da una piattaforma in cemento, struttura portante in ferro, tamponature in tavelle e copertura in pannelli isolanti. All’interno, il manufatto era suddiviso in quattro vani, ma allo stato grezzo, privo di impianti tecnologici e finiture.
L’opera è stata giudicata in totale difformità dalla normativa urbanistica vigente, essendo stata edificata in assenza del necessario permesso di costruire. In passato era stata presentata un’istanza di permesso di costruire in sanatoria, che però è stata archiviata su richiesta di parte, con conseguente diniego alla regolarizzazione del manufatto.
L’ordine di demolizione
L’ordinanza intima alla proprietaria del lotto, indicata come responsabile dell’abuso, di provvedere alla demolizione delle opere e al ripristino dello stato dei luoghi entro un termine perentorio di 90 giorni dalla notifica del provvedimento. Le spese per le operazioni di abbattimento e per lo smaltimento dei materiali in discariche autorizzate saranno interamente a carico della responsabile.
Le sanzioni in caso di inottemperanza
L’inottemperanza comporterà l’irrogazione di una multa che può variare tra i 2.000 e i 20.000 euro. Decorso inutilmente il termine dei 90 giorni, il bene e l’area di sedime saranno acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del Comune. L’amministrazione si riserva di procedere d’ufficio alla demolizione, addebitando i costi al responsabile dell’abuso.
L’ordinanza è stata notificata alla diretta interessata, la quale avrà ora 60 giorni di tempo per presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale di Salerno, o 120 giorni per un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, fermo restando l’obbligo di ripristino dei luoghi imposto dall’amministrazione comunale.































