Albanella, lavori bloccati palazzina: ditta chiede mezzo milione di euro al Comune Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Il sequestro scattò a seguito di alcune difformità rilevate dall'ufficio tecnico comunale che fecero partire l'inchiesta della Procura

Albanella. Nel 2021 scattò il sequestro del complesso immobiliare da parte della guardia di finanza situato in via Kennedy con un blocco dei lavori per circa due anni: la ditta ha chiesto al Comune un risarcimento danni di mezzo milione di euro. 

Si tratta di un complesso immobiliare del valore di circa quattro milioni di euro costituito da una ventina di appartamenti e da diversi locali commerciali. L’inchiesta partì a seguito di una segnalazione giunta in Procura a seguito della quale partirono gli accertamenti. Nella segnalazione venivano ipotizzate presunte difformità al permesso a costruire. la Procura chiese al Comune di procedere con i necessari accertamenti. Fu effettuato un sopralluogo da parte dell’allora tecnico comunale Carlo Di Lucia unitamente al personale della polizia locale e i carabinieri. Il tecnico comunale non rilevò difformità rispetto ai titolo edilizi concessi alla ditta.

Il sequestro della palazzina

Seguirono ulteriori accertamenti effettuati dal tecnico comunale Carmine Greco, quest’ultimo invece rilevò delle difformità facendo scattare l’inchiesta della guardia di finanza su disposizione della Procura e il successivo sequestro del complesso nel 2021. L’ipotesi accusatoria era che la società  sfruttando una concessione edilizia non conforme, rilasciata dal responsabile pro tempore dell’U.T.C. del Comune di Albanella, avrebbe realizzato il complesso immobiliare, all’epoca  ancora in fase di ultimazione. L’ allora ex responsabile Di Lucia fu denunciato.

La vicenda giudiziaria si è conclusa con il dissequestro e il proscioglimento delle accuse degli imputati 

A conclusione della vicenda giudiziaria l’immobile è stato dissequestrato, la titolare della ditta prosciolta dalle accuse di falso, abuso edilizio e abuso d’ufficio così come il tecnico comunale. Intanto però per circa due anni i lavori sono rimasti bloccati.

la richiesta di risarcimento danni

Da qui la richiesta al Comune da parte della ditta di un risarcimento per i danni subiti di mezzo milione di euro. ” Una  misura cautelare particolarmente afflittiva, che se confermata avrebbe determinato il fallimento dell’azienda e danni economici ingenti a fornitori e maestranze”, dichiarò all’epoca l’avvocato Federico Conte. Una vera tegola per il Comune. L’ente molto probabilmente impugnerà la richiesta di risarcimento danni.

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