La rivincita di un vitigno “abbandonato”
Il successo ottenuto premia un lavoro di ricerca e dedizione portato avanti con passione. L’Aglianicone, considerato il progenitore dell’Aglianico, è un vitigno non facile da gestire, caratterizzato da grappoli spargoli e acini di diversa grandezza. Storicamente abbandonato a causa della sua scarsa fruttuosità, è stato riscoperto e rimesso in produzione da pochi vignaioli coraggiosi, convinti fin dall’inizio delle sue potenzialità.
La vittoria è stata dedicata dall’azienda all’enologo Giuseppe Capo, figura chiave che ha creduto nel progetto quando ancora il vitigno era trascurato, fornendo il supporto e l’incoraggiamento necessari per trasformare una sfida in un’eccellenza premiata.
Un profilo organolettico di pregio
Il vino premiato, prodotto nel vigneto di Giuprino, si presenta con un colore rosso granato impreziosito da riflessi violacei e una spiccata consistenza. Al naso offre un bouquet complesso: note di piccoli frutti rossi e sentori floreali di viola si intrecciano a una spiccata nota speziata e balsamica. Al palato, l’Aglianicone 2021 si rivela un vino di corpo, equilibrato, con una struttura tannica elegante, avvolgente e una notevole persistenza. È l’accompagnamento ideale per primi piatti con sughi di carne, carni rosse, selvaggina e formaggi poco stagionati.
Il sindaco Scorza: “Orgoglio del nostro territorio”
“Vivissimi complimenti all’Azienda Chiara Morra per questo meritatissimo risultato – ha dichiarato il sindaco di Castel San Lorenzo, Giuseppe Scorza – I nostri imprenditori enologici proseguono con successo una tradizione gloriosa, migliorando costantemente la qualità dei prodotti e la riconoscibilità del nostro territorio. Il fatto che questo premio arrivi grazie alla valorizzazione di un vitigno storicamente radicato nella nostra cultura ci rende doppiamente orgogliosi e grati ed è una vera rivincita.
L’azienda, come altre aziende del territorio che hanno ricevuto tanti premi in passato, ha raccolto una tradizione radicata a Castel San Lorenzo, che è stata protagonista del nostro territorio per tanto tempo. È un periodo di grande fermento per il settore, volendo rimanere in tema di vini, che ci dà conto di una vivacità e una vitalità dell’imprenditoria locale. Facciamo ovviamente i conti con il dopo crisi della Valcalore, ma ci sono segnali di ripresa e di resilienza delle nostre attività locali che ci fanno davvero ben sperare“.
Chiara Morra: “Fieri di questo riconoscimento”
“Siamo davvero orgogliosi – ha dichiarato la proprietaria dell’azienda, Chiara Morra – di portare alto il nome della nostra azienda e del nostro territorio grazie al lavoro della nostra famiglia. Siamo fieri di aver ottenuto questo premio con un vino così particolare: è stata una vera scommessa, vista la particolarità del vino, e siamo felici di averla vinta. Ringraziamo tutti coloro che, con sudore e fatica, lavorano tra i vigneti del territorio per creare prodotti veri e genuini. Dedichiamo un brindisi, idealmente, a tutta la comunità, testimonianza vivente di come la passione per la terra possa portare risultati straordinari su palcoscenici internazionali“.































