Altavilla, casa dell’acqua in un incrocio: consigliere Bacco interroga Comune Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Secondo quanto riportato nell'interrogazione, la struttura presenta tre criticità principali: barriere architettoniche, viabilità e mimetismo visivo

Altavilla Silentina.  La “Casa dell’Acqua” al centro del dibattito politico comunale. Con una recente interrogazione consiliare, l’esponente di minoranza Lucia Bacco del gruppo consiliare “Insieme per ricominciare” ha sollevato dubbi sull’attuale posizionamento del distributore di acqua potabile, installato in un’area nevralgica per la viabilità cittadina, all’incrocio tra via Nettunia e via Giuseppe Garibaldi.

Criticità strutturali e rischi per la sicurezza

Nonostante il valore ecologico del servizio, definito dalla stessa consigliera come “virtuoso e apprezzato dalla comunità“, l’attuale collocazione viene ritenuta inadeguata per una serie di motivi legati alla sicurezza e all’accessibilità.

L’installazione della Casa dell’Acqua – spiega Baccorappresenta un servizio utile a ridurre il consumo di plastica monouso. Ma è un dovere inderogabile dell’amministrazione comunale assicurare che l’erogazione di tali servizi avvenga nel pieno rispetto delle norme di sicurezza stradale e garantire la totale accessibilità pedonale, in particolare per le fasce più deboli della popolazione.

Le criticità

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la struttura presenta tre criticità principali: barriere architettoniche, viabilità e mimetismo visivo.

La struttura – spiega Baccooccupa quasi l’intera larghezza della pavimentazione pedonale preesistente, riducendo drasticamente lo spazio al transito pedonale. La presenza di uno spazio residuo minimo configura una barriera architettonica, costringendo anziani, passeggini e persone con ridotta capacità motoria a scendere direttamente sulla carreggiata stradale d’asfalto senza usufruire dello scivolo esistente.

L’erogatore, poi, attira inevitabilmente un flusso di utenti che, per vicinanza e comodità, tendono a parcheggiare i propri veicoli in prossimità dell’incrocio, ostruendo la carreggiata e creando situazioni di grave pericolo. Oltretutto, prima dell’installazione il cartello ottagonale dello Stop si stagliava contro il cielo, risultando immediatamente isolato e visibile. Ora, posizionando un enorme blocco scuro, illuminato e pieno di grafiche pubblicitarie esattamente alle spalle del cartello, si crea un effetto di “mimetismo visivo”. Il cartello si fonde con lo sfondo confuso del chiosco, riducendo l’efficacia percettiva del segnale”.

La proposta: delocalizzazione strategica

L’obiettivo dell’interrogazione non è la rimozione del servizio, ma la sua valorizzazione. La consigliera Bacco propone infatti un piano di “delocalizzazione strategica“, suggerendo di spostare la “Casa dell’Acqua” in aree più idonee e sicure.

“L’intenzione – chiarisce la consigliera – non è quella di privare la cittadinanza di un servizio utile, ma di ricollocarlo in contesti urbani protetti, dove l’accesso possa avvenire in totale sicurezza per le famiglie e per le fasce di popolazione più deboli. Parliamo delle immediate vicinanze degli edifici scolastici o adiacente ai parchi gioco comunali, oppure in aree idonee a garantire un accesso sicuro ai fruitori“.

 

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