Capaccio Paestum. Emanuele Cavaiolo, 30 anni, in arte “La Capra Selvatica” vince il premio ” Dmed Award 2026″ al Salone della dieta Mediterranea di Napoli.
Il Dmed celebra chi contribuisce a diffondere e valorizzare i principi della Dieta Mediterranea
Si tratta di riconoscimenti dedicati a chi si è distinto per la promozione di uno stile di vita fondato su salute, cultura, sostenibilità e tradizione. Proprio come quello proposto da Emanuele ideatore della “carne di fiori”.
Un prodotto e innovativo e rivoluzionario
Un prodotto innovativo e rivoluzionario profondamente diverso dalle fake meat che si trovano in giro, artigianale e realizzato per un caso fortuito. Emanuele è un esperto botanico, agronomo e insegnante di foraging, impegnato in progetti che promuovono l’importanza del mondo vegetale, dal seme al piatto. Organizza corsi di riconoscimento e fornisce consulenze in tutta Italia. Il prodotto nasce a Paestum ed è tutelato da proprietà intellettuale.
” Non è stato un percorso lineare. Non è stato semplice. E non voleva esserlo. Portare il foraging e lo studio delle piante spontanee – afferma Emanuele – dentro un linguaggio gastronomico contemporaneo significa mettere in discussione abitudini, limiti e visioni. Il riconoscimento ottenuto che dà valore a un lavoro fatto di ricerca, tentativi, errori e intuizioni. Ma soprattutto, che conferma una direzione. La Dieta Mediterranea non è solo tradizione. È un sistema culturale vivo, che evolve, che si trasforma, che continua a generare nuove possibilità. Il lavoro continua tra passato e futuro, tra natura e innovazione. Grazie sempre a chi mi sostiene e a chi sceglie di collaborare e costruire insieme”.
In cosa consiste la “carne di fiori” e com’è nata l’idea?
“La carne di fiori viene realizzata con i fiori dell’albero di Giuda, una pianta fabacea e leguminosa, tipica del territorio cilentano. I suoi fiori sono commestibili e, in un periodo in cui ero in fissa con la cucina crudista, ho provato a utilizzarne i boccioli per farne una preparazione che fosse simile ai capperi sotto sale. La preparazione, tuttavia, non è riuscita, e preso dallo sconforto ho frullato tutto, ottenendo per caso una pasta rosa e dalla texture carnosa e dal retrogusto di salame. Da quella sperimentazione, sono passati quattro anni prima di ottenere il prodotto com’è oggi”.
Come viene realizzata la carne di fiori, qual è il procedimento per passare dai fiori al prodotto finito?
“L’albero di Giuda produce un fiore molto adeso agli alberi, che spunta prima delle foglie. È un albero molto generoso, la fioritura è tra marzo e aprile. Raccolti i fiori freschi, questi vanno subito processati per evitare che deperiscano. Alla pasta che si ottiene dalla macinatura dei fiori, che mantengono tutte le loro proprietà, si aggiungono diverse spezie, proprio come si fa con la carne di maiale, si avvolge in un budello vegetale di cellulosa e si passa alla stagionatura, anche in questo caso esattamente come avviene per la carne. Bastano una ventina di giorni in frigorifero per ottenere la salsiccia o il salame di Flormeat”.































