Al via la campagna di scavo archeologico al sito indigeno Roscigno – Monte Pruno Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Il sito, frequentato a partire dal VII secolo a.C., si trova in un punto strategico fra il Vallo di Diano e la piana che conduceva verso la città greca di Poseidonia-Paestum

Al via la campagna di scavo archeologico 2026 a Roscigno-Monte Pruno: sono ufficialmente riprese le attività di ricerca archeologica presso il sito indigeno, uno dei più importanti contesti dell’entroterra campano.
Il sito, frequentato a partire dal VII secolo a.C., si trova in un punto strategico fra il Vallo di Diano e la piana che conduceva verso la città greca di Poseidonia-Paestum. Il momento di massimo splendore coincide con il periodo lucano, quando venne costruita un’imponente cinta di fortificazioni. La ricerca archeologica a Roscigno ha consentito di portare alla luce anche diversi nuclei di necropoli, tra cui la famosa tomba principesca, trovata nel 1938 e databile alla fine del V secolo a.C.
Le attività di ricerca archeologica, realizzate nella cornice istituzionale di una concessione di scavo tra il Ministero della Cultura e il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Universita degli Studi di Napoli Federico II, si inseriscono nel programma di indagine finalizzato ad approfondire la conoscenza dell’antico insediamento di Roscigno-Monte Pruno, della sua organizzazione urbanistica e delle trasformazioni che ne hanno caratterizzato lo sviluppo nel corso dei secoli.
A prendere parte alle attività sul campo sarà un’équipe composta da dottorandi, studenti e studentesse del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, a conferma del ruolo dello scavo quale luogo privilegiato di formazione e di alta qualificazione scientifica per le nuove generazioni di ricercatori.
Il progetto nasce grazie alla proficua collaborazione tra istituzioni, enti territoriali e realtà locali, in particolare la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Comune di Roscigno, la Banca Monte Pruno, la Comunità Montana e il Sindaco Pino Palmieri, il cui sostegno ha consentito l’effettivo avvio delle attività di scavo, confermando una condivisa sensibilità nei confronti della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico.
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