Abusi edilizi: sequestro manufatti a Castellabate e Montecorice Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Le attività investigative hanno consentito di bloccare l'edificazione illecita in aree sottoposte di particolare pregio ambientale e sottoposte a vincolo paesaggistico

Abusi edilizi: scattano i sequestri di manufatti nei comuni di Castellabate e Montecorice. 

Nei giorni scorsi militari del Nucleo Carabinieri Parco di Castellabate (SA), hanno dato esecuzione – su disposizione della Procura – a due distinti provvedimenti di sequestro preventivo emessi dal gip del Tribunale di Vallo della Lucania.

Primo sequestro ha riguardato un abbattimento e ricostruzione

Il primo provvedimento ha interessato un fabbricato ubicato in zona agricola sita in Castellabate. In particolare, secondo le emergenze investigative i due committenti, materiali possessori dell’immobile sequestrato, in concorso con il direttore dei lavori, stavano realizzando opere di demolizione di un vecchio rudere con successiva ricostruzione di un nuovo manufatto in muratura portante e pietra locale. A tali interventi si aggiungevano rilevanti movimenti di terra e opere di sbancamento. Dall’analisi dei documenti prodotti dagli indagati all’atto degli accertamenti investigativi, e con l’ausilio dell’Ufficio Tecnico Comunale, è emerso che l’attività edilizia veniva condotta sulla base di titoli abilitativi inefficaci, in totale assenza del permesso di costruire, dell’autorizzazione paesaggistica e del necessario nulla osta dell’Ente Parco.

Un altro sequestro è stato effettuato a Montecorice

Il secondo provvedimento ha riguardato un fabbricato in cemento armato e la relativa area esterna di pertinenza, situati su un fondo a destinazione agricolo-collinare nel territorio di Montecorice. Dalle indagini è emerso che l’amministratore della società proprietaria dell’immobile, in concorso con la precedente proprietà, con il progettista e con il titolare della ditta esecutrice, stavano edificando un fabbricato rurale avvalendosi di titoli edilizi, paesaggistici ed ambientali affetti da invalidità sopravvenuta. Le predette autorizzazioni, infatti, erano state volturate in maniera illegittima da un soggetto con qualifica di imprenditore agricolo all’attuale proprietario, risultato invece sprovvisto di tale requisito essenziale per edificare nell’area.

Abusi in aree di pregio sottoposte a vincoli

Le attività investigative hanno consentito di bloccare l’edificazione illecita in aree sottoposte di particolare pregio ambientale e sottoposte a vincolo paesaggistico perché ricadenti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Albumi.

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