Campania. “Se si prenota una visita o un esame, e non si avverte se non ci si presenta, si ingolfa inutilmente una lista d’attesa già ingolfata. Questo fenomeno va assolutamente combattuto”. A dirlo è il governatore della Regione Campania, Roberto Fico.
Le strutture sanitarie della regione stringono dunque le maglie sulle prenotazioni sanitarie non rispettate. In ottemperanza alle disposizioni della Legge n. 107/2024. Tra queste, l’Azienda ospedaliero universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, che ha diffuso una informativa rivolta agli utenti che attiva formalmente le procedure per il recupero del ticket a carico di chi diserta gli appuntamenti senza preavviso.
Le tempistiche e i canali per la disdetta
Per non incorrere nelle sanzioni, la prestazione sanitaria deve essere obbligatoriamente disdetta con un preavviso di almeno due giorni lavorativi prima della data fissata per l’appuntamento, escludendo dal conteggio i giorni festivi. L’azienda mette a disposizione dei cittadini una pluralità di canali per comunicare tempestivamente la rinuncia alla visita: contatto telefonico tramite il numero verde del Cup (800 130 850); procedura telematica attraverso il Portale Regionale Sinfonia, accedendo con credenziali Spid o Cie; comunicazione in presenza presso gli sportelli Cup abilitati; comunicazione presso la rete delle farmacie convenzionate.
Multe per tutti (esenti inclusi) e recupero crediti
La stretta introdotta dalla normativa è severa e non ammette deroghe ingiustificate: in caso di mancata disdetta nei termini stabiliti e di conseguente assenza nel giorno della visita, l’utente è tenuto al pagamento per intero della quota di partecipazione al costo della prestazione sanitaria.
L’aspetto più rilevante del provvedimento è che l‘onere finanziario scatta anche per gli assistiti che godono di esenzione totale, segnando un netto cambio di passo rispetto al passato. Le somme dovute saranno recuperate a norma di legge: gli utenti inadempienti verranno infatti segnalati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il recupero forzoso del credito.
Le eccezioni ammesse
Il pagamento non è dovuto esclusivamente al verificarsi di cause di forza maggiore e ampiamente giustificabili. Nello specifico, le sanzioni vengono annullate nei seguenti casi: ricovero urgente del paziente, cause di forza maggiore oggettive, impossibilità sopravvenuta.
In quest’ultimo caso, l’impossibilità di recarsi alla visita deve essere debitamente documentata entro cinque giorni dalla data dell’appuntamento mancato.
Fico: “Ridurre le liste d’attesa è essenziale”
“Non è giusto per le altre persone che sono in lista d’attesa e devono aspettare di più nonostante una persona abbia in qualche modo già risolto o comunque abbia deciso di non presentarsi – le parole di Fico – si può disdire la prenotazione e lo si può fare anche tramite il CUP telefonico. La rinuncia è enorme soprattutto nel CUP fisico, mentre è molto più fisiologica quando si prenota tramite app. Questo è un dato: se tu non vai, ingolfi la lista d’attesa e non puoi poi non pagare il ticket. E questo non lo dice la Regione, ma la Corte dei Conti. Dobbiamo essere anche tutti responsabili per ridurre le liste d’attesa. Noi dalla nostra parte, ma anche i cittadini devono dare una mano, è una collaborazione”.
Disdire per tempo un appuntamento al quale non si può partecipare rappresenta un gesto fondamentale per ottimizzare le risorse sanitarie, aiutando a ridurre le liste d’attesa e consentendo ad altri pazienti di accedere più rapidamente alle cure.































