Addio a smartphone, tablet e altri dispositivi digitali per i bambini sotto i tre anni. È quanto prevede la nuova proposta di legge presentata recentemente al Senato su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi e promossa insieme alla Società Italiana di Pediatria e a Fondazione Terre des Hommes Italia ETS. Il testo vuole introdurre linee guida nazionali sull’esposizione agli schermi dei bambini e bambine, una circostanza definita come “prassi estremamente dannosa” e da evitare entro i tre anni di vita. La proposta di legge però ha un altro obiettivo: sostenere e preparare i genitori del futuro a fase cruciale dello sviluppo dei piccoli, il cui cervello, nei primi anni di vita, attraversa uno stadio “di straordinario sviluppo e ha bisogno soprattutto di esperienze reali”.
Il motivo
Ci sono ricche evidenze scientifiche dietro alla costruzione di questa nuova proposta di legge. Tutte concordano su un fattore: l’esposizione precoce e non appropriata agli smartphone e ai dispositivi digitali può avere ricadute sullo sviluppo dei bambini e delle bambine. La letteratura scientifica sottolinea infatti come ogni 30 minuti di schermo in più al giorno possono raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio. Ed effetti negativi si riscontrano anche sulle capacità attentive ed esecutive, sulla regolazione emotiva, sul sonno e sulla relazione tra adulto e bambino. Deriva da qui la nascita della proposta che si rivolge a varie figure, dai genitori dei piccoli a tutti coloro che sono chiamati accompagnare il neo genitore a prendere coscienza di come, una crescita sana, non debba includere il digitale nei primi trentasei mesi di vita. Corsi preparto, punti nascita, consultori, pediatri e professionisti sanitari, educativi e sociali.































