Eboli. Omicidio del giornalista Luigi (Luca) Esposito: oggi si è tenuta l’udienza di convalida davanti al gip del Tribunale di Salerno. Disposto il carcere per il tunisino.
Il tunisino, responsabile dell’omicidio e reo confesso, era stato fermato la notte tra venerdì e sabato scorso ritenuto responsabile della morte del giornalista.
Disposta misura cautelare in carcere
Il Giudice, confermando il quadro accusatorio e contestando al soggetto omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione, nonché soppressione di cadavere ha disposto la misura cautelare in carcere.
Elementi da evidenziare questi ultimi in quanto per la definizione della pena, con queste tipologie di aggravanti, l’imputato rischia l’ergastolo.
Il tunisino è stato rintracciato in un casolare. L’attività investigativa svolta nei giorni successivi all’omicidio, con grande riserbo, aveva consentito di individuare quasi subito l’uomo di nazionalità tunisina, 26enne, senza fissa dimora ed irregolare sul territorio nazionale, come persona certamente presente sul luogo dell’omicidio.
Le indagini
A tale conclusione si era giunti, in particolare, grazie ad un’impronta digitale trovata sull’autovettura di Esposito, ai plurimi contatti telefonici emersi dai tabulati fra il tunisino e Esposito e alla verifica delle celle telefoniche utilizzate dai soggetti.
Per queste ragioni, una volta ottenuti i primi risultati dell’esame autoptico che avevano confermato la morte violenta dell’Esposito, si è disposto l’immediato rintraccio del predetto, soggetto incensurato, noto alle forze di polizia solo per un precedente controllo in un casolare abbandonato della zona e del quale i carabinieri avevano, però, le foto segnaletiche.
Il ritrovamento
Grazie ad una complessa attività di individuazione geo satellitare svolta dai carabinieri di Salerno con il contributo Reparto Indagini Tecniche del ROS, si è compreso che l’uomo si trovava nella località Cioffi ma la sua materiale individuazione è stata tutt’altro che semplice atteso che egli dimorava all’interno di un edificio isolato e in stato di abbandono.
Ci sono però voluti due giorni di ricerche svolte anche con il contributo dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia per localizzarlo precisamente ed una volta individuato, alla vista dei carabinieri il soggetto ha dapprima tentato la fuga e, successivamente, vedendosi circondato, si è barricato all’interno dell’edificio, fino a quando è stato fermato dai militari.
Nel corso della perquisizione all’interno dell’edificio in cui si nascondeva, edifico in pessime condizioni strutturali ed igieniche, i carabinieri hanno rinvenuto nella diretta disponibilità del fermato il telefono cellulare e una carta di pagamento elettronico della vittima. Il tunisino ha confessato il delitto.































