Albanella. Mezzo milione di euro: a tanto ammonta il risarcimento danni chiesto da una ditta al Comune per il blocco dei lavori relativi al cantiere per la costruzione di un complesso immobiliare a Matinella: il Comune si costituirà in giudizio.
La vicenda è stata uno degli argomenti discussi nel corso dell’ultimo consiglio comunale. La ditta ha chiesto l’attivazione della negoziazione assistita. Sull’argomento abbiamo contattato l’assessore al bilancio Veronica Cammarano. ” Chiaramente prenderemo parte a questa negoziazione assistita – afferma Cammarano – rappresentando quella che è la nostra linea difensiva. Il nostro obiettivo sarà quello di evidenziare la responsabilità del funzionario tecnico all’epoca dell’Utc che, stando a quanto riferito dagli avvocati della ditta, gli viene imputato oltre alla negligenza anche il dolo. E’ chiaro che è tutto da dimostrarsi. Si tratta di un procedimento complesso. La nostra amministrazione farà tutto il possibile per risolvere questa spinosa vicenda e indirizzare la responsabilità al tecnico. Ci affideremo a dei legali per la tutela dell’ente”.
Un’ulteriore tegola per l’ente comunale causata da contenziosi
Contenziosi, che pesano come un macigno sul bilancio comunale. Basti pensare che nell’ultimo consiglio comunale sono stati approvati debiti fuori bilancio per una somma di due milioni e 250.000 euro. Per quest’ultimo contenzioso il Comune diretto dal sindaco Renato Iosca si costituirà in giudizio. Qualora il Comune nel procedimento giudiziario dovesse soccombere e l’ente fosse condannato rischia il dissesto finanziario.
La vicenda giudiziaria della palazzina di via Kennedy
Come detto la ditta ha chiesto al Comune un risarcimento danni di mezzo milione di euro a causa del blocco dei lavori a seguito del sequestro del complesso immobiliare da parte della guardia di finanza.
Si tratta di un complesso immobiliare del valore di circa quattro milioni di euro costituito da una ventina di appartamenti e da diversi locali commerciali. L’inchiesta partì a seguito di una segnalazione giunta in Procura a seguito della quale partirono gli accertamenti. Nella segnalazione venivano ipotizzate presunte difformità al permesso a costruire. La Procura chiese al Comune di procedere con i necessari accertamenti. Fu effettuato un sopralluogo da parte dell’allora tecnico comunale Carlo Di Lucia unitamente al personale della polizia locale e i carabinieri. Il tecnico comunale non rilevò difformità rispetto ai titolo edilizi concessi alla ditta.
Il sequestro della palazzina
Seguirono ulteriori accertamenti effettuati dal tecnico comunale Carmine Greco, quest’ultimo invece rilevò delle difformità ( poi rilevatesi non tali) facendo scattare l’inchiesta della guardia di finanza su disposizione della Procura e il successivo sequestro del complesso nel 2021. L’ipotesi accusatoria era che la società sfruttando una concessione edilizia non conforme, rilasciata dal responsabile pro tempore dell’U.T.C. del Comune di Albanella, avrebbe realizzato il complesso immobiliare, all’epoca ancora in fase di ultimazione. L’ allora ex responsabile Di Lucia fu denunciato.
La vicenda giudiziaria si è conclusa con il dissequestro e il proscioglimento delle accuse degli imputati
A conclusione della vicenda giudiziaria l’immobile è stato dissequestrato, la titolare della ditta prosciolta dalle accuse di falso, abuso edilizio e abuso d’ufficio così come il tecnico comunale. Intanto però per circa due anni i lavori sono rimasti bloccati.































