Aquara. La situazione di degrado e precarietà statica dell’immobile in via Vittorio Emanuele III arriva a un punto di svolta. Dopo il crollo parziale della facciata, avvenuto lo scorso febbraio, e la successiva dichiarazione di inagibilità emessa dall’Ufficio tecnico comunale il 7 febbraio 2026, l’amministrazione ha deciso di passare alle vie di fatto.
Il quadro della situazione
Nonostante l’ordinanza sindacale del 7 febbraio 2026 avesse già imposto lo sgombero e la messa in sicurezza del fabbricato entro 30 giorni, i lavori non sono stati completati e, ad oggi, non risultano presentati i necessari titoli edilizi per procedere al ripristino. La persistenza di condizioni di grave pericolo per la pubblica e privata incolumità ha spinto il Sindaco Antonio Marino ad assegnare un ultimo termine per l’adempimento spontaneo.
Gli obblighi per i proprietari
L’ordinanza impone a tutti i proprietari, comproprietari ed eredi dell’immobile di provvedere, entro 15 giorni dalla notifica del provvedimento, a eseguire gli interventi necessari per la messa in sicurezza definitiva del fabbricato, acquisire i titoli edilizi prescritti per legge e comunicare formalmente al Comune l’avvio dei lavori e trasmettere la documentazione finale degli interventi eseguiti.
Le conseguenze dell’inottemperanza
L’amministrazione ha avvertito che, qualora il termine di 15 giorni dovesse decorrere inutilmente, il Comune di Aquara procederà all’esecuzione d’ufficio dei lavori in danno dei proprietari. Le spese sostenute dall’ente saranno interamente recuperate nei confronti dei soggetti obbligati, che restano i diretti responsabili della custodia e della manutenzione del bene.































