Traffico di armi clandestine: sgominata rete tra Salerno e Savona Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

L'attività investigativa ha svelato una vera e propria "catena di montaggio" per rendere letali le pistole a salve

Salerno. Un sistema criminale ben strutturato, capace di trasformare innocue pistole a salve in armi da sparo perfettamente funzionanti e pronte all’uso. È quanto hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di Salerno che, in un’operazione condotta tra la provincia di Salerno e quella di Savona, hanno eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di quattro persone, accusate di alterazione, fabbricazione e detenzione di armi e munizioni clandestine in concorso.

La “fabbrica” della morte

Le indagini hanno permesso di ricostruire una gerarchia criminale con ruoli ben definiti, volta alla commercializzazione di armi modificate. Secondo gli inquirenti, il “sistema” operava attraverso una divisione dei compiti precisa.

Il primo indagato acquistava le pistole a salve presso armerie del salernitano e provvedeva alla loro modifica, sostituendo le canne originali con manufatti in acciaio. Si occupava inoltre di produrre munizionamento, assemblando bossoli, ogive e polvere da sparo con un macchinario dedicato.

Il secondo soggetto, titolare di un’officina meccanica e tornitore di professione, realizzava materialmente le canne in acciaio (“boccole”) e i silenziatori, seguendo le direttive tecniche ricevute. Il terzo complice gestiva le relazioni commerciali, curando i contatti con gli acquirenti finali.

L’ultimo indagato si occupava di reperire il munizionamento, intrattenendo rapporti con figure già note alle forze dell’ordine per precedenti specifici in materia di armi.

Perquisizioni e ulteriori arresti

L’operazione non si è limitata ai quattro destinatari del fermo. Durante le perquisizioni a carico di nove soggetti complessivi, i militari hanno rinvenuto un ingente arsenale composto da 2 fucili monocanna, 2 fucili clandestini, una pistola modificata e circa 2.000 munizioni.

A seguito di questi ritrovamenti, sono stati tratti in arresto altri tre individui tra il territorio salernitano e quello savonese. Oltre al possesso di armi, per alcuni di loro sono scattate le manette anche per detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina, scoperta nel corso delle attività di polizia.

Il provvedimento di fermo dovrà ora essere sottoposto al vaglio del Giudice per la convalida. È doveroso precisare che, in attesa di un giudizio definitivo, le accuse formulate non implicano una responsabilità accertata degli indagati, la cui posizione sarà analizzata nelle fasi successive del procedimento penale.

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