Eboli. Una ferita ambientale che finalmente si avvia verso la chiusura. Lo yacht “Mensh II”, il lussuoso natante battente bandiera polacca arenatosi sulla spiaggia di Campolongo durante una tempesta nel dicembre 2021, sarà rimosso. La giunta comunale di Eboli ha dato ufficialmente il via all’iter tecnico-amministrativo per la rimozione, lo smantellamento e la bonifica del sito.
Un relitto diventato rifiuto speciale
La storia del “Mensh II” è stata lunga e complessa. Dopo lo spiaggiamento, l’imbarcazione è rimasta in balia degli agenti atmosferici, subendo un progressivo interramento, stimato al 40% dello scafo, e una perdita di integrità strutturale che, come confermato dai periti del Tribunale, lo ha ormai trasformato in un pericoloso rifiuto speciale. Nonostante le ordinanze sindacali emesse nel 2022 e nel 2025, la società proprietaria non ha mai provveduto alla rimozione, costringendo il Comune a intervenire d’ufficio dopo aver ottenuto – non senza un complesso iter burocratico – la radiazione del natante dal registro nautico polacco.
La soluzione: demolizione “in situ”
Data l’impossibilità tecnica di un rimorchio o di un galleggiamento assistito, la relazione tecnica degli uffici comunali ha indicato come unica strada percorribile la demolizione selettiva in situ. L’operazione prevede un sezionamento controllato dello scafo direttamente sulla spiaggia, la gestione dei materiali risultanti e il successivo ripristino morfologico dell’arenile.
L’intervento si presenta delicato sotto il profilo ambientale, trattandosi di un’area soggetta a plurimi vincoli di tutela paesaggistica e naturalistica, essendo inclusa nella Riserva naturale Foce Sele-Tanagro. I lavori dovranno quindi rispettare rigorosi standard di sostenibilità e il principio Do No Significant Harm (DNSH), per evitare impatti negativi sugli habitat dunali circostanti.
I prossimi passi
L’Area “Ambiente – Transizione Ecologica e Digitale” è stata incaricata di redigere il progetto esecutivo, definire il quadro economico e predisporre gli atti di gara per l’affidamento del servizio. Sebbene al momento manchi una copertura finanziaria specifica nel bilancio 2026-2028, il Comune si è impegnato a individuare le risorse necessarie, attraverso fondi propri o ulteriori linee di finanziamento, per procedere con la massima celerità.
“La permanenza del relitto costituisce un elemento di potenziale pericolo per la pubblica incolumità e un fattore di pregiudizio ambientale, si legge nel documento approvato. L’obiettivo finale, oltre alla bonifica del sito, è restituire ai cittadini e ai bagnanti un tratto di litorale finalmente libero da un ingombrante e pericoloso retaggio del passato.































