Capaccio, ex Lido Kennedy: al via la demolizione parziale a tutela dell’arenile Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Il piano prevede due interventi distinti per eliminare i pericoli

Capaccio Paestum. Messa in sicurezza e parziale demolizione delle strutture fuori terra dell’ex stabilimento balneare “lido Kennedy” in località Laura: il Comune, guidato dal sindaco Gaetano Paolino, ha disposto un intervento urgente.

Il provvedimento ha origine dalla necessità di tutelare la pubblica incolumità, il decoro urbano e l’igiene pubblica e mira a eliminare un potenziale pericolo rappresentato dal grave stato di degrado del relitto.

Condizioni di grave degrado

Il sopralluogo effettuato lo scorso 13 maggio, supportato da una relazione tecnica, ha confermato le condizioni di precarietà statica della struttura. Gli elementi portanti e le tamponature dell’ex stabilimento risultano in uno stato di ammaloramento avanzato, tale da costituire un pericolo concreto di crolli improvvisi, aggravato dall’azione degli agenti atmosferici e dall’erosione marina.

Oltre al rischio strutturale, l’area è stata dichiarata fonte di criticità igienico-sanitarie: l’abbandono prolungato ha portato all’accumulo di detriti, rifiuti e materiali in disfacimento che, in una zona a stretto contatto con spiagge pubbliche e stabilimenti balneari, rappresentano un rischio per la salute dei bagnanti e un elemento di forte degrado paesaggistico.

Il piano d’intervento

L’ordinanza stabilisce un cronoprogramma diviso in due fasi per conciliare sicurezza e tutela ambientale. In primis sarà l’azienda Paistom a procedere subito alla rimozione delle sole strutture fuori terra, un intervento puntuale e a basso impatto.

Successivamente saranno messe in campo operazioni più invasive, con la rimozione del basamento, che sono state differite al 1 settembre. La scelta permetterà di rispettare le prescrizioni dell’Ente riserve naturali Foce Sele-Tanagro, evitando lavorazioni pesanti durante il periodo estivo.

Per garantire la salvaguardia dell’ecosistema dunale, l’ordinanza impone regole stringenti all’azienda esecutrice dei lavori: utilizzo esclusivo di mezzi a basso impatto, divieto assoluto di transito sulle dune e di danneggiamento della vegetazione, nessuna dispersione di detriti sull’arenile, divieto di stoccaggio temporaneo di rifiuti o interramento di materiali sul posto.

L’intervento urgente, pur in deroga parziale alle prescrizioni ordinarie per quanto riguarda le strutture sopra-terra, avverrà nel pieno rispetto del contesto naturalistico, garantendo che le attività si svolgano con la massima attenzione alla sicurezza dei lavoratori e alla tutela del litorale.

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