Referendum giustizia: ecco i 5 quesiti Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Sono cinque i referendum abrogativi per i quali i cittadini italiani saranno chiamati alle urne il prossimo 12 giugno. Si parla di giustizia e le operazioni di voto saranno concentrate in un unico giorno, in alcuni comuni in concomitanza con le amministrative. Ma su cosa siamo chiamati a decidere? Ecco, in breve, i cinque quesiti referendari:

INCANDIDABILITÀ DOPO LA CONDANNA

Il referendum chiede di abrogare la parte della Legge Severino che prevede l’incandidabilità, l’ineleggibilità e la decadenza automatica per parlamentari e membri del Governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali nel caso di condanna per reati gravi.

RIFORMA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

Si chiede che non ci sia più l’obbligo di un magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per presentare la propria candidatura al Consiglio superiore della Magistratura.

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

Si chiede lo stop delle cosiddette “porte girevoli”, impedendo al magistrato di turno di passare dal ruolo di giudice a quello di pubblico ministero durante la propria carriera.

CUSTODIA CAUTELARE DURANTE LE INDAGINI

Il quesito chiede di eliminare la “reiterazione del reato” dai motivi per cui i giudici possono disporre la custodia cautelare in carcere o i domiciliari per una persona nel corso delle indagini e quindi prima del processo.

VALUTAZIONE DEGLI AVVOCATI SUI MAGISTRATI

Il quesito chiede che gli avvocati, da parte di Consigli giudiziari, possano votare in merito alla valutazione dell’operato dei magistrati e della loro professionalità.

 

COME SI VOTA:

L’elettore deve presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Ciascun elettore potrà:

  • apporre una croce sul SI se desidera che la norma sottoposta a Referendum sia abrogata;
  • apporre una croce sul NO se desidera che la norma sottoposta a Referendum resti in vigore.

Affinché il referendum abrogativo sia valido dovranno votare la metà più uno degli elettori aventi diritto. Se il quorum non dovesse essere raggiunto i cinque quesiti resteranno validi. Potranno votare tutti i cittadini, iscritti alle liste elettorali del Comune di residenza, che avranno compiuto il diciottesimo anno di età il 12 giugno 2022. I cittadini italiani residenti all’estero (Aire) potranno scegliere di votare all’estero. I cittadini italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovino temporaneamente all’estero- per un periodo di almeno tre mesi- durante il referendum potranno votare per corrispondenza: ricevendo all’indirizzo di domicilio estero il plico elettorale contenente la scheda elettorale. Per poter usufruire del voto per corrispondenza i cittadini dovranno far pervenire al Comune di residenza il modulo predisposto dal Ministero entro l’11 maggio 2022.

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