Gattuso, dalla Salernitana alla Champions League Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

 

La grande stagione 2020-21 della Salernitana ha senza dubbio risvegliato nei tifosi granata l’impulso e l’allegria degli anni passati, fatti di gioie ed esultanze tra i piani alti della Serie B e soprattutto un’annata in Serie A che rimarrà per sempre storica.

Nella stagione 1998-99, infatti, la squadra campana giocava per la sua prima volta nel campionato di Serie A, ossia la massima categoria del calcio italiano. Il tutto dopo una splendida cavalcata nella serie cadetta nella quale il lavoro del tecnico Delio Rossi era stato perfetto, così come la dedizione messa in campo dai vari veterani della squadra come Roberto Breda, Daniele Balli e Giacomo Tedesco.

Dopo la vittoria del campionato di B, la Salernitana acquistò una serie di calciatori di prospettiva, tra i quali spiccò Ivan Gennaro Gattuso, il quale in seguito avrebbe vinto tutto con il Milan, una delle squadre più forti della Serie A secondo le quote per le scommesse sull’Italia online disponibili attualmente. Il mediano calabrese, che veniva da un’esperienza molto formativa ai Glasgow Rangers, era approdato all’Arechi per farsi vedere in Italia e poter così fare carriera nel proprio Paese. Molto combattivo e dotato di una forza di volontà fuori dal comune, il centrocampista di Corigliano Calabro si fece subito notare per la dedizione in campo, dove correva il doppio degli altri e faceva valere una straordinaria determinazione. Sceso in campo in 25 occasioni durante quella storica stagione in Serie A nella quale i granata si tolsero alcune soddisfazioni battendo grandi squadre, Gattuso non riuscì a evitare la retrocessione in B della squadra campana. La sua grande stagione, tuttavia, servì per suscitare l’interesse del Milan che lo acquistò alla fine di quella stagione puntando moltissimo sul suo dinamismo e sulla sua fame di vincere.

Da quel momento in poi, Gattuso avrebbe preso una rincorsa lunghissima e potentissima, diventando uno dei fari non solo del Milan ma anche della nazionale italiana, la quale avrebbe poi vinto il mondiale di Germania 2006 con lui tra i protagonisti. Leader assoluto dentro e fuori dal campo, molto emotivo sia nel bene sia nel male, il mediano calabrese avrebbe rappresentato un unicum nel calcio italiano per via delle sue caratteristiche di gioco. Insieme ad Andrea Pirlo, uno dei registi più forti di sempre in assoluto, sarebbe stato il sostegno del centrocampo di un Milan capace di vincere tutto con Carlo Ancelotti in panchina. Il suo contributo in campo dal punto di vista della quantità e del carisma lo hanno reso un giocatore indispensabile per la squadra rossonera e la nazionale azzurra, le due squadre alle quali Gattuso è stato più legato nella sua carriera.

Partito da Salerno, quando praticamente nessuno lo conosceva, il mediano di Coriliano Calabro si è lanciato con un trampolino verso la gloria italiana, europea e poi mondiale, facendo contenti anche i tifosi granata che mai lo hanno dimenticato.

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