Trentinara, oltre il terzo mandato? Carione:”Assolutamente no” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

"Si rischia davvero di creare potentati e di instaurare monarchie"

Trentinara. Abolizione del vincolo terzo mandato nei comuni inferiori ai 5.000 abitanti: la parola al sindaco di Trentinara, Rosario Carione, che è attualmente proprio al suo terzo mandato da primo cittadino del territorio.

Sindaco, lei è d’accordo sulla riforma e l’abolizione del vincolo per i piccoli comuni?

No, non sono assolutamente d’accordo. Come alcuni dei miei colleghi del comprensorio, penso che tre mandati siano assolutamente un tempo utile per svolgere la propria azione amministrativa. Anzi, mi sbilancio ancora di più: il limite del terzo mandato dovrebbe essere non solo mantenuto, ma esteso anche a tutte le categorie di politici, compresi quelli provinciali e regionali. Perché altrimenti si rischia davvero di creare potentati e di instaurare monarchie“. 

Pensa che una riforma del genere possa smuovere qualcosa per quanto riguarda l’avvicinamento dei giovani alla politica?

No, non credo purtroppo. La distanza dei cittadini dalla politica, soprattutto da parte dei giovani, è dovuta sicuramente a motivi profondi e dovremmo augurarci noi di riuscire ad attrarre, a dare l’esempio. In tanti possono rimboccarsi le maniche, mettere a disposizione del territorio in cui vivono il proprio tempo e le proprie competenze, lavorare ed essere a servizio della comunità. Questo è l’obiettivo da perseguire, ma non lo si fa di certo con queste modalità”. 

Per lavorare su un territorio sono necessari più di tre mandati?

“No. Quindici anni sono un tempo congruo e giusto. Nell’arco di tre mandati si riesce a programmare, ad avviare e a concludere progetti e opere pubbliche.”

Lei è al suo terzo mandato. Come vede il futuro politico del suo territorio?

“Vado contro i miei interessi, visto che potrei continuare a propormi alla cittadinanza e a mantenere il mio ruolo politico, ma la verità è che bisogna evitare che la politica diventi un mestiere. Lo affermiamo sempre: la politica deve essere servizio al cittadino. E allora facciamolo diventare vero. L’attività politica non deve diventare mestiere, potentato, monarchia. Se si ha voglia di fare politica, nessuno vieta di continuare a farla da consigliere provinciale, regionale, da deputato. Anzi, l’esperienza maturata in qualità di sindaco può essere utile in molti sensi, dal momento che ad oggi abbiamo molti politici incapaci, che sono distanti dai territori che governano e che, talvolta, neppure li conoscono. Io, personalmente, non avrei voluto trovarmi di fronte a una scelta alla fine del terzo mandato: deve passare il concetto che la politica è servizio, o si rischia davvero che la situazione degeneri”. 

 

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