[VIDEO] Sele trasformato in cloaca: 80 tonnellate di liquami al giorno nel fiume Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Inquinamento e rischi per la salute pubblica: sequestrati prodotti ittici pescati in acque contaminate

Inquinamento marino proveniente da scarichi abusivi di aziende zootecniche sul Sele, trasformato in una cloaca: denunciati tre responsabili. 80 tonnellate di liquami provenienti da 1.400 capi bufalini versati ogni giorno nelle acque del fiume. 

Sequestrati anche i prodotti ittici recuperati da pescatori locali nell’area e potenzialmente pericoloso per la salute. Le indagini e i controlli hanno coinvolto  i comuni di Capaccio Paestum, Eboli, Battipaglia e Salerno. 

L’operazione

Il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli ha portato a termine una vasta operazione di polizia ambientale, denominata “Silarus”, finalizzata alla salvaguardia del fiume Sele con particolare riferimento all’abusivismo che, nel corso del tempo, ha interessato le pendici, gli argini e il territorio circostante l’alveo del fiume.

Le attività di indagine della Guardia di Finanza

Le attività operative condotte con l’ausilio di elicotteri del Corpo dotati di avanzatissimi sistemi di fotogrammetria e telerilevamento georeferenziato nonché con l’ausilio di droni, hanno permesso di mappare l’intero percorso del fiume Sele dove i militari della Sezione Operativa Navale di Salerno, hanno effettuato 84 sopralluoghi, appurando nel 95% dei casi gravi irregolarità che hanno determinato 79 sequestri penali per un totale di oltre 725.000 metri quadrati di occupazione e/o abusivismo edilizio sul demanio fluviale e il deferimento alle Autorità Giudiziarie di Avellino e Salerno di 100 soggetti.

Gli scarichi abusivi nel Sele

Inoltre le unità navali del Corpo durante i diuturni pattugliamenti hanno rilevato consistenti chiazze di liquami negli specchi acquei dei comuni di Salerno, Battipaglia, Eboli e Capaccio Paestum che derivavano dalla foce del fiume Sele.

A seguito di attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, i militari del Corpo hanno appurato che diverse aziende zootecniche che si affacciano sul Sele scaricavano abusivamente le deiezioni degli allevamenti di capi bufalini nel fiume Sele con gravi conseguenze non solo sull’ecosistema fluviale ma anche su quello marino.

denunciati tre allevatori ebolitani 

Gli accertamenti successivi, svolti con la collaborazione dell’A.R.P.A.C., hanno consentito di risalire ai responsabili, individuati nei titolari di 3 aziende operanti nel settore zootecnico, tutte localizzate nel comune di Eboli. Dovranno rispondere alla competente Autorità giudiziaria di:

– violazioni in materia ambientale ed inquinamento marino dal momento che le indagini hanno consentito di appurare che venivano sversate nel Sele, giornalmente ed in assenza dei prescritti trattamenti di depurazione previsti per legge, 80 tonnellate di liquami provenienti da 1.400 capi bufalini;

abusivismo edilizio, perpetrato in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, poiché è stata accertata, altresì, la realizzazione di manufatti, adibiti a stalla, edificati in assenza dei prescritti titoli autorizzativi e concessori per 700 metri quadrati circa.

Pesca nell’acqua inquinata e prodotti ittici sequestrati 

L’operazione delle Fiamme Gialle del mare ha consentito di interrompere condotte illegali fortemente pregiudizievoli anche sotto il profilo della sanità pubblica dal momento che gli specchi acquei inquinati erano comunque praticati da pescatori locali nei confronti dei quali le unità navali del Corpo hanno operato consistenti sequestri di prodotti ittici ritenuti potenzialmente pericolosi per il consumo umano.

Con l’approssimarsi della stagione estiva la presenza delle unità navali del Corpo, quale unica forza di Polizia a mare, sarà ulteriormente intensificata in tutti gli specchi acquei della Campania con particolare riguardo alle località a più elevata vocazione turistica, tradizionalmente frequentate da imbarcazioni di lusso e mega yacht.

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