Roccadaspide. Omicidio colposo: assolti Esterina Lettieri e Gennaro Gorrasi Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Roccadaspide. Assolti con formula piena per non aver commesso il fatto. Questa la sentenza della Corte di Appello di Salerno per Esterina Lettieri, committente e Gennaro Gorrasi, ingegnere  progettista e direttore dei lavori. Entrambi rispondevano di omicidio colposo per la morte di Nicola Quaranta 40 anni.

L’uomo è  deceduto nel 2011 a seguito di un incidente sul lavoro in un cantiere edile: cadde da una impalcatura. La sentenza ha ribaltato la condanna di Primo Grado a tre anni di reclusione. I giudici hanno ritenuto che  l’incidente mortale non sia avvenuto presso l’abitazione della Lettieri, dove erano in corso opere di ampliamento del secondo piano, come lei ha sempre sostenuto, ma in un cantiere a Mainardi ad Aquara.

“C’è stata una riapertura – afferma Vincenzo Sangiovanni, legale della Lettieri, unitamente all’avvocato Paolo Carrara – su sollecitazione dei difensori,  dell’istruttoria dibattimentale,  che ha portato alla luce nuovi elementi, che hanno scardinato quello che era l’impianto accusatorio del Primo Grado. Siamo riusciti a provare con dovizia di particolari che l’incidente mortale si è verificato in un altro cantiere a Mainardi di Aquara e non a Roccadaspide a casa della Lettieri”. Ad assistere Gorrasi, gli avvocati Gianquirino Cantalupo e Anna QuagliaErano stati condannati nel 2020, a tre anni di reclusione, anche i titolari dell’impresa edile. Per loro in Appello è stata chiesta la nullità della sentenza di Primo Grado, con richiesta di deferimento all’autorità giudiziaria, affinché si proceda per omicidio colposo perché il fatto si è verificato sul cantiere di Mainardi. “

PER ESTERINA LETTIERI LA FINE DI UN INCUBO DURATO 11 ANNI 

Questa vicenda dimostra come la giustizia esiste – conclude l’avvocato Sangiovanni – bisogna essere fiduciosi e perseveranti sulla linea difensiva mantenuta lungo tutti questi anni di processo. La Lettieri è stata sottoposta alla gogna, è stata  additata di essere responsabile  di un fatto così grave come la morte di una persona. Dopo tutti i patimenti subiti e gli 11 anni di processo,  oggi si vede riscattata come persona nella sua dignità, così come Gorrasi, quale  direttore dei lavori e progettista. La sentenza ha consentito anche ai familiari di conoscere la verità sulla morte del proprio caro e dove è accaduto il fatto”.  Nicola Quaranta non era sposato e viveva con la madre.  La famiglia dell’operaio  si è costituita parte civile nel procedimento giudiziario.

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