Presunte pratiche commerciali scorrette ai danni degli allevatori: è questa la problematica sollevata in questi giorni dalla Coldiretti Campania. Un’ipotesi che, se fosse confermata, arrecherebbe gravi danni agli allevatori causati dalla decisione di alcuni caseifici di non ritirare più la materia prima dai fornitori abituali.
In altri casi la lamentela riguarderebbe la richiesta di riduzione del costo, sempre a scapito di quanto già stipulato, per continuare a ricevere la fornitura.
Ne abbiamo parlato con il presidente della Coldiretti Campania, Ettore Bellelli.
Presidente ci illustri la problematica
“ Prima di tutto va chiarito cosa si intende per pratiche sleali. Quando viene stabilito un prezzo un agricoltore, in generale, non può vendere al di sotto dei prezzi di produzione, che modificherebbe il contratto. Nel caso accada ad esempio per un allevatore lo stesso può segnalare a Coldiretti anche in anonimato che si occuperà del caso. In questo periodo abbiamo sentore che questo stia accadendo per questo abbiamo attenzionato la problematica. Abbiamo raccolto il malcontento tra gli allevatori. Agli allevatori chiediamo di segnalare ogni sopruso che si possa andare a determinare al fine di consentire di denunciare questi atteggiamenti e tutelare gli interessi di tutti”.
Come si sta muovendo la Coldiretti ?
“ Il problema principale è causato dalla disponibilità del latte, il cui quantitativo è minore durante l’estate quando, invece, c’è un maggiore consumo della mozzarella, e maggiore durante il periodo invernale. Bisognerebbe lavorare per trovare una soluzione concertata in grado di tutelare i caseifici quindi i trasformatori, e gli allevatori che forniscono il latte. Questo eviterebbe anche ai caseifici di congelare il latte per utilizzarlo poi durante l’inverno senza poter produrre la mozzarella dop che va realizzata, secondo il disciplinare, con latte di bufala fresco”.
Il mercato della mozzarella è stagionale, e questo di fatto è un problema
“ Si, è così occorrerebbe destagionalizzare il prodotto mozzarella. Per il bene della filiera va pianificato un piano di azione tra i due attori principali il produttore e il trasformatore. Non è facile ma si può fare. Un maggiore quantitativo di latte va prodotto quando serve. Bisognerebbe togliere i tori per concentrare i parti in estate sebbene le bufale abbiano un particolare periodo di fecondazione. Però è indispensabile potenziare la filiera bufalina con più latte anche in estate. Il nostro è un prodotto di eccellenza a livello mondiale. Bisogna garantire il giusto prezzo all’allevatore e al produttore di avere il latte anche d’estate. Ed è su questo che stiamo lavorando”.































