Postiglione. Morte nel cantiere, i familiari:”Non ci fermiamo, non è stata fatta giustizia” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Postiglione. Morte in un cantiere edile di Nicola Quaranta 40 anni: la famiglia non si arrende e ricorrerà in Cassazione. Qualche giorno fa la sentenza di assoluzione,  con formula piena per non aver commesso il fatto, della Corte di Appello di Salerno per Esterina Lettieri (difesa dall’avvocato Vincenzo Sangiovanni)  committente e Gennaro Gorrasi, ingegnere  progettista e direttore dei lavori. Entrambi rispondevano di omicidio colposo per la morte di Quaranta. Il 40enne è  deceduto nel 2011 a seguito di un incidente sul lavoro in un cantiere edile: cadde da una impalcatura. La sentenza ha ribaltato la condanna di Primo Grado a tre anni di reclusione. I giudici della Corte di Appello hanno ritenuto che  l’incidente mortale non sia avvenuto presso l’abitazione della Lettieri, dove erano in corso opere di ampliamento, ma in un cantiere a Mainardi ad Aquara. Di parere opposto i familiari, come evidenzia l’avvocato Nicola Maria Melchionda. ” La sentenza della Corte di Appello che ha riformato la sentenza di primo grado, assolvendo  Gorrasi e Lettieri  dal reato di omicidio colposo per la morte del povero Nicola, non è definitiva – evidenzia Melchionda –  pertanto d’accordo con il Procuratore generale della Repubblica valuteremo all’esito dell’uscita delle motivazioni la possibilità di ricorrere per Cassazione. La famiglia di Nicola Quaranta  non si arrende, nel rispetto della sentenza, che leggeremo tra trenta giorni, ritiene di non aver saputo ancora la verità. E soprattutto che giustizia non è  stata fatta”. L’avvocato Melchionda conclude:”  Nel processo è  emerso con chiarezza che Nicola non si trovava sul luogo dove i giudici di appello ritengono sia avvenuta la morte dell’operaio. Non è  stata ricostruita neanche la dinamica del sinistro, le lesioni che hanno comportato la morte di Nicola non sono compatibili con quel cantiere, insomma riteniamo che il luogo indicato dalla Corte di Appello non sia compatibile con il sinistro.  Una sentenza illogica quindi ? Vedremo, ma per adesso posso solo affermare che per la famiglia e per i consulenti della Procura e delle difese l’unico cantiere compatibile è quello di località Carretiello di Roccadaspide di proprietà dell’imputata Lettieri. La vicenda processuale non è finita,  giustizia ancora non è stata ancora fatta. Pertanto come già detto chiederemo alla Suprema Corte di Cassazione di verificare la legittimità della decisione dei Giudici di Appello e fare giustizia una volta per tutte.”.

 

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