Roccadaspide.Lavori Sp11b al palo: Comune sollecita Provincia e Regione Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Roccadaspide. I lavori sono stati inaugurati a settembre del 2021. Di fatto, le opere di riqualificazione della Provinciale 11/B, tratto Albanella Roccadaspide, non sono mai partiti. Nel mezzo la vicenda giudiziaria, che ha visto coinvolta la ditta appaltatrice colpita dall’interdizione antimafia. L’amministrazione del sindaco Gabriele Iuliano, ha inviato una sollecitazione al settore  Viabilità della Provincia di Salerno “affinché si dia inizio  ai lavori” interessando anche  la Regione. Un  intervento indispensabile, visto le condizioni di dissesto, in cui versa il tratto di provinciale. Il protocollo di intesa con la Provincia risale al 2018. Nel 2020 l’ammissione a finanziamento del progetto esecutivo “Lavori per il potenziamento e la messa in sicurezza della SP11/B nei comuni di Capaccio, Albanella e Roccadaspide, tra il nodo con la SS18 e la SS166 – stralcio ricadente nel comune di Roccadaspide”, per l’importo complessivo di  850.000 euro. Ad aggiudicarsi l’appalto una Ati con sede a Napoli nel gennaio del 2021. Nel settembre dello stesso anno  è stato inaugurato  il cantiere con apposizione dei cartelli, che prevedevano la consegna il 27 settembre del 2021 con un tempo di ultimazione per il 25 marzo del 2022. La carreggiata stradale risulta in forte stato di degrado soprattutto  in  località   “Serra”,  con  l’evidenza  di  manto  sconnesso,  mancata regimazione delle acque e numerose buche. L’ assenza di idonei marciapiedi previsti, sempre nel tratto in località  Serra, costituiscono un forte pericolo per l’incolumità dei pedoni e anche per  gli automobilisti,  che vi transitano. Dopo l’interdizione antimafia la ditta ha avviato il contenzioso con ricorso a Tar e Consiglio di Stato.

COMUNE SOLLECITA PROVINCIA E REGIONE 

 “ Siamo in attesa che questa vicenda si sblocchi e i lavori abbiano inizio. Dalle ultime notizie – afferma Iuliano –  sembra che la ditta abbia  rinunciato e che le opere potrebbero essere assegnate all’impresa risultata  seconda in graduatoria”. La ditta aveva ottenuto l’ammissione all’amministrazione controllata dal Tribunale di Napoli. Ma la l’avvocatura della  Provincia ha ritenuto che questo provvedimento non potesse essere applicato in modo retroattivo. I tempi si sono allungati e nel frattempo la ditta pare che avrebbe rinunciato all’appalto. “Allo stato si  sta verificando la possibilità che la Regione affidi i fondi alla Provincia per l’assegnazione diretta dell’appalto”, conclude Iuliano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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