Il ricordo: 41 anni fa la tragedia del terremoto Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Esattamente 41 anni fa, era la domenica del 23 novembre 1980 le lancette dell’orologio segnavano le ore 19,34, quando una potentissima scossa di terremoto di magnitudo 6,9 (X grado della Scala Mercalli) scatenò tutta la sua potenza nei territori della Campania centrale e dell’Irpinia e della Basilicata Nord-occidentale.

Un’interminabile scossa tellurica con epicentro fra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania che fu avvertita in gran parte dell’Italia Meridionale. 90 interminabili secondi durante i quali molti paesi della provincia di Avellino e dell’alta Lucania del comprensorio di Potenza furono impietosamente rasi al suolo. Sotto le macerie trovarono la morte 2914 vittime, i feriti furono 8848 e 280mila furono gli sfollati. Fu un’immane tragedia che colse tutti all’improvviso. I comuni maggiormente colpiti furono Castelnuovo di Conza (SA), Conza della Campania (AV), Laviano (SA), Lioni (AV), Sant’Angelo dei Lombardi (AV), Senerchia (AV), Calabritto (AV) e Santomenna (SA), ma il sisma non disdegnò di provocare molte vittime anche nei comuni della Basilicata e a Napoli, dove in località Poggioreale (Via Stadera) le vittime furono 52. Gli effetti, tuttavia, si estesero a una zona molto più vasta interessando praticamente tutta l’area centro meridionale della penisola fino alla Provincia di Foggia e dell’alta Calabria. Quella notte il sisma colpì in un orario in cui la maggioranza delle famiglie era nelle proprie case, o raccolte in preghiera nelle chiese nel mentre si celebravano le S. Messe. Allora non esisteva internet, non vi erano cellulari, e i moderni mezzi di comunicazione di largo uso nei nostri tempi. La notizia del terremoto corse dapprima affannosamente sulle linee telefoniche che presto finirono per andare in tilt e i primi telegiornali della sera diramarono le prime notizie frammentarie di quanto era successo. Il telefono era l’unico mezzo per mettersi in contatto con i propri familiari, cercando di ottenere una risposta che in tantissimi casi purtroppo mai arrivò. Intere popolazioni, specialmente quelle degli alti ceppi dell’avellinese e del potentino, rimasero al buio, isolate dai soccorsi, mentre da sotto le macerie si languiva anelando quei soccorsi che iniziarono ad arrivare solo alle prime luci dell’alba. Nelle ore successive al terremoto infatti nulla si sapeva della gravità dei danni, dei morti, dei feriti e le prime squadre di soccorso composte anche da tantissimi volontari furono organizzate a tamburo battente e indirizzate nei luoghi disastrati. Il mattino del lunedi 24 novembre ci si rese conto dei danni causati dal sisma. Le prime squadre di soccorso raggiungevano i luoghi disastrati e con sgomento si aggiravano fra le macerie udendo i lamenti e i gemiti di chi vi era rimasto sepolto. Scene strazianti di persone sporche, impolverate, ferite che piangevano e si disperavano chiamando per nome i propri parenti, gli amici, coloro che non rispondevano all’appello. E fu una corsa contro il tempo scavando a mani nude, spostando pian piano le macerie per cercare di salvare quante più vite possibile, come straziante fu la visione delle bare deposte fra i detriti che avrebbero dovuto ospitare quanti i soccorritori avessero purtroppo trovato privi di vita. Memorabile è rimasto nella storia il grido di aiuto dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini: “Fate presto”, in quanto fu una lotta impari per cercare di salvare quante più vite possibile. Oggi a distanza di 41 anni da quell’immane tragedia il dolore e il pietoso ricordo per quanti purtroppo furono vittime del disastroso sisma sono più vivi che mai. E’ stata indubbiamente una delle tragedie più gravi di carattere nazionale dal dopoguerra ad oggi. Dopo quarant’anni il doveroso tributo della commemorazione trova spazio nei nostri cuori e nelle nostre coscienze: chi allora era bambino, adolescente ancora oggi ricorda quei momenti drammatici durante i quali il terremoto modificò tragicamente la geografia umana di intere popolazioni del meridione, colte all’improvviso dall’immane forza della natura verso la quale l’uomo spesso si dimostra nudo, inerme, debole ed indifeso. Una ferita ancora aperta e che mai guarirà. Pace ai morti e conforto ai vivi.
                                                                                                                                             Vincenzo D’Andrea

»

marco polo appalti 1

CISL FP BANNER

convergenze

banner bbc aquara sito

banner caputo sito

output_yJ10wl

nuovo-banner-mec

nuovo-banner-cerere

banner_papera_220x180

Leggi anche

Parco archeologico Paestum accoglie neo direttrice Tiziana D’Angelo

Oggi il Parco  Archeologico di Paestum e Velia ha accolto la direttrice Tiziana D’Angelo in occasione della sua prima visita. [&hell

A Roccadaspide 16 nuovi casi di covid

A Roccadaspide 16 nuovi casi di covid. Lo rende noto il sindaco Gabriele Iuliano nel consueto bollettino giornaliero dei contagi. [&hel

Altavilla. Sanificatori nelle scuole con il “Progetto X” di Daniele Mastrangelo

Altavilla Silentina. Sanificatori in tutti i plessi scolastici con il  “Progetto X” di Daniele Mastrangelo. Grazie al suo

banner-il-mondo-dei-bimbi

DP GOMME BANNER WEB

Webp.net-gifmaker

Webp.net-gifmaker (1)

Webp.net-gifmaker-2