Eboli. Investì e uccise Giuseppina Tangredi: condannato 27enne Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Eboli. Investì e uccise Giuseppina Tangredi 52 anni: condannato a due anni il giovane 27enne alla guida di un furgone. La sentenza per il tragico incidente di Eboli oggi in Tribunale a Salerno: al giovane, che aveva investito e ferito anche un’altra donna, è stata pure sospesa la patente per due anni
I  familiari si sono affidati a Studio3A. Oggi all’esito dell’udienza preliminare del processo, il Gup del Tribunale di Salerno,  Vincenzo Pellegrino, ha condannato a due anni di reclusione, con la sospensione condizionale, l’ebolitano Luigi Trinca, 27 anni, per aver investito e ucciso a Eboli con il suo autocarro la 52enne commerciante residente nel vicino comune di Campagna lo scorso 5 novembre 2021 e ferito gravemente un’altra donna che la vittima stava aiutando ad attraversare la strada sulle strisce pedonali. “Una condanna non trascurabile, considerato anche che l’imputato ha beneficiato della riduzione di legge per la scelta del rito abbreviato. Gli è stata altresì comminata la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per due anni”, si legge nella nota stampa dello studio legale.
Il tragico incidente, è accaduto il 5 novembre 2021, alle 19.30, in via Tavoliello, all’altezza del civico 91, proprio di fronte al noto negozio di prodotti per animali gestito dalla signora Tangredi nel centro di Eboli, “Il boss del pet garden”. La titolare, sempre cortese e squisita con la clientela, si era offerta di aiutare ad attraversare la strada una cliente, peraltro sua coetanea e concittadina di Campagna, che per un infortunio camminava con l’ausilio di una stampella ortopedica e che per di più era impacciata avendo diverse borse della spesa. Le due donne si sono fermate pochi istanti a scambiare due parole all’esterno dell’esercizio e poi, dopo essersi divise le buste, si sono dirette verso le strisce pedonali e hanno iniziato l’attraversamento. E’ stato allora che è piombato su di loro come accertato dai carabinieri di Eboli che hanno effettuato i rilievi, il furgone cabinato Fiat Iveco condotto dall’imputato, che si è accorto troppo tardi dei due pedoni e, nonostante la brusca e tardiva frenata, le ha investite in pieno.
Le due donne sono state trasportate all’ospedale di Eboli, ma mentre la cliente del negozio, pur avendo riportato pesanti traumi per una prognosi di oltre trenta giorni, si è salvata, Giuseppina Tangredi non ce l’ha fatta, troppo gravi i politraumi, soprattutto cranici, riportati nell’impatto contro il furgone e poi nella rovinosa caduta a terra: è spirata dopo una settimana di agonia, il 12 novembre, lasciano nel dolore i suoi congiunti, che per essere seguiti, attraverso il consulente legale  Vincenzo Corotenuto, si sono rivolti a Studio3A-Valore S.p.A, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.
La Procura salernitana, per il tramite del Pubblico Ministero  Alessandro Di Vico, ha subito aperto un procedimento penale per omicidio stradale a carico del conducente del mezzo investitore . Tutte le fasi dell’incidente sono state immortalate delle telecamere di video sorveglianza dello stesso negozio i cui filmati sono stati prontamente acquisiti e vagliati dai carabinieri.
Da qui dunque, al termine delle indagini preliminari, la richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti formulata dal magistrato, per aver causato la morte della vittima e lesioni personali all’altra donna, “per colpa, imprudenza, negligenza e imperizia nonché in violazione delle norme che regolano la circolazione degli autoveicoli (…), non avvedendosi della presenza dei pedoni che erano intenti ad attraversare la strada sulle strisce pedonali, investendoli violentemente e scaraventandoli al suolo” per citare l’atto del Pm. Si è quindi arrivati all’udienza preliminare odierna e alla condanna.
Studio 3A-Valore S.p.A ha già ottenuto un equo risarcimento per i congiunti della vittima che però adesso hanno ricevuto una sia pur parziale risposta anche dalla giustizia penale per la loro cara e possono se non altro chiudere il doloroso capitolo giudiziario di una ferita che per il resto, purtroppo, non si rimarginerà mai.

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