Capaccio. Sfiducia Palumbo, Cassazione: “Nessuna misura cautelare indagati” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Capaccio Paestum. Presunto accordo per aggiudicazione di appalti pubblici e sfiducia al compianto sindaco Franco Palumbo: la Cassazione conferma nessuna misura cautelare per l’imprenditore Roberto D’Angelo e gli altri indagati nel procedimento giudiziario. 

Questa la decisione dei giudici della sesta sezione penale della Corte di Cassazione,  che non hanno accolto i ricorsi presentati dalla Procura di Salerno contro la decisione assunta dal Riesame. Il pm aveva presentato Appello contro l’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Salerno,  con la quale veniva applicata a D’Angelo la misura cautelare degli arresti domiciliari ( allo stato revocata) e venivano rigettate le ulteriori richieste cautelari avanzate dal pm per gli altri indagati quali l’ex presidente del consiglio comunale Carmelo Pagano, e all’epoca dei fatti i consiglieri Fernando Maria Mucciolo, Alfonsina Montechiaro, Pasquale Accarino, Francesco Petraglia, Angelo Merola e il tecnico Carmine Greco. I pm avevano impugnato l’accoglimento della richiesta di revoca dei domiciliari dell’imprenditore Roberto D’Angelo e il rigetto dell’Appello avverso la decisione del gip di non applicare nessuna misura a carico di D’Angelo (carcere), di Accarino e Pagano (arresti ai domiciliari) e di Petraglia, Mucciolo, Montechiaro, Merola e Greco (divieto di dimora). Con questa sentenza, dunque,  viene scongiurato il rischio che gli indagati possono essere sottoposti a misure cautelari.

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