Capaccio. Porto a secco a Licinella: Tar accoglie ricorso Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Riattivare entro 30 giorni la conferenza dei servizi

Capaccio Paestum. Il Tar accoglie il ricorso finalizzato alla realizzazione di un porto a secco nella contrada marittima della Licinella e ordina al Comune l’avvio della conferenza dei servizi. Il ricorso era stato presentato dalla ditta di servizio barche “La Rosa dei venti” contro il ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, la Soprintendenza, il Comune, e nei confronti del Consorzio stabilimenti balneari di Paestum.

Ai giudici si chiedeva l’ottemperanza delle sentenze del 23 aprile e del 26 novembre 2021 (per l’indizione conferenza dei servizi) oltre all’annullamento del parere della Soprintendenza, pronunciatasi sfavorevolmente sul progetto di variante urbanistica per la realizzazione di un porto a secco con strutture rimovibili per l’attività turistica di ricovero natanti e per il rilascio dei correlati titoli demaniali. Il Comune “ avrebbe dovuto dare corso al procedimento, per giungere alla sua definizione, nelle forme stabilite dalla legge, esaminando la richiesta di integrazione documentale della Soprintendenza e utilizzando il modulo della conferenza di servizi”, si legge nella sentenza. La Conferenza di servizi in forma semplificata e in modalità asincrona è stata indetta dal Comune con nota del 6 luglio 2020. “Da tale data di convocazione sino al rilascio del parere del 16 novembre 2021 della Soprintendenza non risulta interrotto il termine per la formazione del silenzio assenso orizzontale sul progetto proposto dalla ditta, al cospetto del quale il parere del 16 novembre 2021, si appalesa inefficace”, precisa la sentenza. Parere dunque reso tardivamente in conferenza dei servizi. Il Comune “ anziché recepire, senza condizioni, il parere contrario della Soprintendenza, avrebbe dovuto prendere atto della loro tardività, e che, quindi, in relazione all’intervento proposto si era formato un atto di assenso tacito con conseguente operatività”. I giudici del Tar pertanto hanno stabilito che “il parere della Soprintendenza del 16 novembre 2021 è da reputarsi inefficace, cosicché l’amministrazione comunale procedente non può recepirne le indicazioni negative esternate, essendo chiamata a conformarsi al tacito assenso orizzontale soprintendentizio”. Il ricorso è stato giudicato fondato “stante la perdurante inerzia dell’amministrazione procedente circa la rituale definizione dei lavori della Conferenza di servizi, e, quindi, la perdurante inottemperanza alla sentenza del 23 aprile 2021. Va reiterato l’ordine, sancito con sentenza del 26 novembre 2021, nei confronti del Comune di Capaccio Paestum, di riattivare, entro 30 giorni il già instaurato procedimento di conferenza di servizi e confermata la nomina di un commissario ad acta”.

 

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