Capaccio Paestum. Abusi sessuali a carico di un maestro 68enne di arti marziali: ieri è partito il processo al Tribunale di Salerno sezione terza penale. I genitori delle allieve vittime dei presunti abusi si sono costituiti parte civile.
Il prossimo 11 giugno si partirà con la fase dibattimentale. Saranno ascoltati i primi due genitori. Sono stati ammessi i mezzi di prova. La difesa del maestro ha chiesto la revoca dei domiciliari per il proprio assistito, sulla quale si attende l’eventuale accoglimento.
Il rinvio a giudizio per il maestro di arti marziali residente a Capaccio Paestum, allo stato detenuto agli arresti domiciliari, è stato deciso dopo la richiesta depositata dal pm lo scorso 7 gennaio, a seguito della celebrazione dell’udienza preliminare. Nel corso dell’udienza, tenutasi il 30 gennaio, dai difensori dell’imputato era stata chiesta l’assoluzione.
I reati contestati
All’uomo viene contestato che “ in tempi diversi, quale istruttore della disciplina del Taekwondo, nel corso delle lezioni che teneva, nel periodo novembre 2022- maggio 2023, all’interno della palestra della scuola elementare di Capaccio Paestum, costringeva le minori all’epoca di nove anni ed altre due ragazze allora di 11 anni a subire ripetutamente atti sessuali di seguito, approfittando della funzione di maestro e della prossimità fisica, che derivava nel corso delle lezioni”, si legge nel dispositivo di rinvio a giudizio.
Il 68enne con una delle ragazze a partire dal giugno del 2021 ” faceva stendere sul tappetino, in posizione prona la minore e, con la scusa di aiutarla a fare stretching, le poneva le mani sotto al “dobok” (sorta di kimono utilizzato per la disciplina del Taekwondo ndo), stringendole in seno, anche al di sotto della maglietta o del reggiseno”. In più di un’occasione le avrebbe palpeggiato il seno con la scusa di aiutarla nell’allenamento e nel corso delle lezioni le dava schiaffi sul sedere .
Atteggiamento simile anche per altre due ragazze vittime delle sue attenzioni di tipo sessuale
“ Nel corso degli esercizi di stretching, da compiere stesi a terra, in posizione prona, si poneva da dietro alla minore e spingeva il proprio membro contro al corpo della minore, al punto da farlo percepire distintamente alla vittima”, si legge nel dispositivo. Comportamenti, che avrebbe avuto in più di un’occasione. In un altro esercizio avrebbe toccato le parti intime della minore. Atteggiamenti perpetrati anche quando accompagnava le bambine a casa. L’uomo risponde anche dell’aggravante di aver commesso il fatto all’interno di un istituto di istruzione. Mettendo in atto in tempi diversi quale istruttore della disciplina del Taekwondo, nel corso degli allenamenti simili atteggiamenti a sfondo sessuale.
Presunti reati per i quali, all’esito della Camera di Consiglio, è stato deciso il rinvio a giudizio non essendoci le condizioni per emettere una sentenza.
Le indagini
I reati contestati fanno seguito ad un’intensa attività investigativa e, in particolare, alle dichiarazioni delle vittime e delle persone sentite con le forme dell’incidente probatorio, alle sommarie informazioni. Gli elementi acquisiti hanno consentito di formulare una ragionevole previsione di condanna dell’imputato, pertanto è stata disposta la prosecuzione del processo.































