Capaccio Paestum. Gli anni più belli della gioventù trascorsi in carcere dove ancora oggi Gianni 38enne capaccese è rinchiuso per scontare la sua pena. Ne avrà almeno per un altro anno. Ma la mamma Gina Iuliano teme per la sua vita.
” Se non mi trasferiscono in una comunità io mi uccido”, sono queste le parole che le ha detto Gianni durante l’ultima visita avvenuta nel carcere di Bellizzi Arpino in provincia di Avellino. Parole che rimbombano nella mente di Gina prepotentemente.
La donna vive nella paura che suo figlio compia un atto estremo
“Mio figlio da quando era adolescente fa uso di sostanze stupefacenti – afferma Gina – ha bisogno di disintossicarsi e solo nella comunità può intraprendere un percorso per uscire dalla droga”. Gianni è finito in carcere per furti e spaccio di droga. Era così che si procurava la sostanza stupefacente, di cui faceva uso. Uscito, circa due mesi fa dal carcere di Salerno per lui erano stati disposti i domiciliari, che stava scontando nella casa di famiglia a Capaccio Paestum. Ma per una serie di attriti con la madre è ritornato dietro le sbarre ed è stato trasferito al carcere di Bellizzi Arpino.
I domiciliari sono durati appena cinque giorni
” Quando è rientrato a casa faceva uso di droga e in modo particolare di crack. Ha bisogno di una comunità – evidenzia Gina – vorrei precisare che comunque non mi ha mai maltrattato o picchiata tra noi ci sono state solo delle liti. Quando martedì scorso sono andato a trovarlo ha minacciato di uccidersi. Vuole andare in comunità la speranza è quella di uscire da questa maledetta dipendenza. Mi appello a chiunque possa aiutarmi. Al Sert di Avellino affinchè possa inserirlo in un percorso di recupero, al carcere e a tutti coloro che sono in grado di fare qualcosa per mio figlio. Vivo nella paura di ricevere una telefonata con la quale mi comunicano che mio figlio non c’è più”.
Gianni ha iniziato a fare uso di stupefacenti all’età di 16 anni
Nonostante tutto era riuscito a trovare un buon lavoro come pizzaiolo e si era anche sposato. E’ padre di due figli. Poi la droga lo ha “divorato” ha perso il lavoro, e la famiglia si è sfasciata. “ Desidero solo che mio figlio possa ritornare a vivere, aiutatemi affinchè riconquisti la sua vita e si liberi dalla schiavitù della droga “.































