Altavilla Silentina. Continua il braccio di ferro tra Comune e Amalfitana Gas che ha chiesto un maxi indennizzo all’ente. La vicenda approda al Consiglio di Stato. Somma non quantificata. La vertenza ora sarà passa al Tribunale ordinario.
Il tar aveva condannato il Comune al pagamento di circa 400.000 euro. Il Comune aveva proposto appello contro l’Amalfitana Gas per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania sezione staccata di Salerno, a cui aveva presentato ricorso la società per la liquidazione della somma. Col ricorso di primo grado la Amalfitana Gas ha chiesto l’esecuzione della sentenza del 2025 del Tar con cui era stata accolta la domanda nei confronti del Comune di Altavilla Silentina per l’indennizzo a fronte dell’intervenuta revoca della procedura di project financing volta alla metanizzazione del territorio comunale della quale la ricorrente era risultata aggiudicataria, e già promotrice.
La vicenda
A fronte di condanna del Comune e di conseguente comunicazione con cui l’interessata dava conto di quali fossero le spese da indennizzare (14.120,94 euro per la partecipazione alla gara; 259.456,40 euro per la progettazione; 112.924,97 euro quali versamenti eseguiti in favore del Comune, per un totale di 386.502,31), l’amministrazione si era limitata ad offrire in pagamento la somma di 112.924,97, oltre al rimborso del contributo unificato e imposta di registro, ossia dei soli versamenti eseguiti dall’interessata successivamente alla partecipazione alla gara, ai fini della stipula del contratto.
Per tali ragioni, in assenza di accordo col Comune, la Amalfitana Gas aveva agito in giudizio per la determinazione della somma dovuta. Il Tribunale amministrativo, nella resistenza del Comune di Altavilla Silentina, accoglieva parzialmente il ricorso, ritenendo che per “spese sostenute facendo riferimento sull’efficacia del provvedimento revocato”, dovessero intendersi sia quelle sostenute per la partecipazione alla procedura di gara, sia le spese successive, avendo la revoca riguardato l’intera procedura; per tali ragioni il Tar ordinava al Comune di provvedere entro 30 giorni alla liquidazione delle somme dovute. Avverso la sentenza ha proposto appello il Comune di Altavilla Silentina.
La posizione del Comune
Per Palazzo di Città, quella sentenza è “erronea e ingiusta“. Secondo la tesi difensiva dell’Ente, supportata dai legali incaricati, il tribunale avrebbe riconosciuto l’intera somma richiesta basandosi su un convincimento ritenuto laconico, senza tenere conto delle eccezioni sollevate dal Comune. L’amministrazione ha ribadito un punto fermo: la revoca della procedura si era resa necessaria perché era venuto meno il finanziamento regionale. Una perdita di fondi causata, ha sostenuto l’ente, proprio dal fatto che “la società non aveva adempiuto agli oneri previsti dal disciplinare di gara entro il termine perentorio dell’aprile 2023“.
Ha resistito l’Amalfitana Gas. Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello principale, così come l’appello incidentale. La reciproca soccombenza tra le parti giustifica l’integrale compensazione delle spese fra loro. Ora la vertenza passa al tribunale ordinario.































