Altavilla. Scuola S. Francesco, genitori: “No a classi pollaio e doppi turni” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

I genitori hanno organizzato una protesta davanti alla scuola San Francesco per esprimere il proprio dissenso per giovedì 23 novembre alle 17

Altavilla Silentina. Sembrava che la vicenda scuola fosse chiusa e che  gli studenti del plesso di San Francesco sarebbero rimasti al capoluogo. Ma a quanto pare si paventa di nuovo l’ipotesi di un trasferimento a Cerrelli.

I genitori, riuniti in un comitato cittadino,  non mollano e sono intenzionati a far sentire ancora una volta, e in modo ancora più vigoroso, la loro protesta. ” Si ventila l’ipotesi di trasferimento dell’intera popolazione scolastica di Altavilla capoluogo nel plesso di Cerrelli. Questo a causa della mala gestio, della inesistente programmazione – scrivono i genitori in una nota –  pianificazione e progettazione delle attività. Questo si traduce in doppi turni, classi pollaio, perdita di spazi vitali per garantire il successo formativo degli alunni, perdita della possibilità di svolgere attività individuali per coloro che ne hanno diritto, non ultimo si paventa la perdita del micro nido comunale. Noi non ci stiamo, non è giusto far pagare ai nostri figli il prezzo dell’incapacità e della miopia di chi ci amministra”. Per queste motivazioni i genitori hanno organizzato una protesta davanti alla scuola San Francesco per esprimere il proprio dissenso per giovedì 23 novembre alle 17 ad Altavilla capoluogo. Una decisione che fa seguito alle mancate delucidazioni sulla vicenda da parte dell’amministrazione comunale.

Nessuna certezza sulla sorte degli alunni della scuola San Francesco 

” Abbiamo avuto contatti,  con diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale,  per avere delucidazioni circa il futuro della nostra scuola. Ci hanno riservato pareri tutti contrastanti – polemizzano i genitori –  ai quali, chiaramente, non diamo alcun valore. Abbiamo richiesto a gran voce di pronunciarsi sulle sorti della scuola e dei nostri bambini ma senza avere alcuna risposta. A questo strategico mutismo noi ci opponiamo strenuamente e giovedì pomeriggio, alle 17 circa manifesteremo  contro il trasferimento della scuola dal capoluogo. Ci sta a cuore il futuro del paese e siamo consapevoli che senza il baluardo scolastico ne decreteremo la morte cerebrale. Le giovani famiglie di extracomunitari andranno via, i bambini che vengono dalle frazioni non tornerebbero e l’economia del capoluogo subirebbe un colpo letale. Noi ci opponiamo a tutto questo”. 

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