Agropoli. Pannelli pubblicitari: dopo 16 anni chiuso contenzioso con Comune Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

La vicenda ha inizio nel 2007 quando è stato chiesto al Comune  il rilascio del permesso di costruire. Società risarcita dei danni

Agropoli. Mancata autorizzazione per l’installazione di tre pannelli pubblicitari ed inerzia  da parte del Comune: ok alla transazione dopo sentenze di condanna dell’ente. 

Il contenzioso si chiude dopo ben 16 anni

La vicenda infatti,  ha inizio nel 2007 quando M.A. M chiede al Comune  il rilascio del permesso di costruire per l’installazione di tre pannelli pubblicitari in via Pio X, di fronte all’ospedale civile, sul lato piazzola di sosta veicoli in località Campo Sportivo “Guariglia”. Con un atto successivo il  25  febbraio 2008 ha diffidato il Comune a provvedere al rilascio dell’autorizzazione. La diffida è rimasta inevasa. Nel 2009 la ricorrente ha chiesto al Tribunale di annullare il silenzio-rifiuto formatosi e accertare l’obbligo del Comune a provvedere sull’istanza, mediante la nomina di Commissario ad acta.

Nel 2009 il Tar ha accolto il ricorso dichiarando l’obbligo  dell’amministrazione  di  “ concludere  il procedimento” condannando l’ente al pagamento di spese ed onorari  del  giudizio. In seguito M.A.M ha costituito una società e ha proceduto con un’azione  di  risarcimento  dei  danni. In quanto “ a causa dell’inerzia del Comune di Agropoli, e della  elusione  di  decisioni  passate  in  cosa  giudicata,  la  società  ricorrente  aveva subito e continuava a patire un danno rilevante, atteso che la condotta omissiva tenuta dall’ente resistente aveva causato la mancata attivazione dell’attività imprenditoriale”.

Nel mezzo la nomina di un commissario ad acta che nel 2014 ha rilasciato il permesso a costruire  in  perfetta  aderenza con quanto richiesto con l’istanza presentata il 6 giugno 2007.

La società ha chiesto  il risarcimento del danno subito “a seguito del mancato   esercizio   dell’attività   amministrativa   obbligatoria,   per   l’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, e per l’elusione e violazione del   giudicato”,   chiedendo   la   condanna   dell’ente  per 116.995,62 euro oltre al risarcimento  del danno  da  perdita  di  chance,  nella  misura  di   60.000 euro.

Dopo diversi incontri è stato convenuto di definire bonariamente la vicenda. A   fronte   di   una   richiesta risarcitoria di complessivi 176.995,62, oltre interessi legali, la società ha proposto di chiudere transattivamente la vertenza riducendo la richiesta a 60.000 euro. Il Comune ha proposto 30.000 euro, somma accettata dalla ricorrente. 

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