Ad Altavilla Silentina scoperta azienda degli “orrori” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Altavilla Silentina. Azienda degli “orrori” scoperta in località Quercioni, ad Altavilla Silentina: denunciato il titolare. L’operazione è stata condotta dal Nucleo provinciale delle guardie Enpa di Salerno, unitamente al personale dell’Asl di Salerno – Dipartimento di prevenzione, Unità operativa veterinaria – Distretto di Eboli, personale dell’Arma dei carabinieri e del Nucleo guardie zoofile Accademia Kronos di Salerno.

I CANI IN GABBIE PER CONIGLI
È stato accertato che l’imprenditore, all’interno dell’azienda di circa sei ettari, da tempo deteneva in condizioni etologicamente incompatibili alla loro natura circa 25 cani di varie razze ed età. Solo grazie alle indagini svolte dall’Enpa si è riusciti a individuare l’azienda e porre in essere un controllo congiunto che ha consentito di accertare come il titolare dell’azienda, per motivi incomprensibili, detenesse i 25 cani in condizioni a dir poco pietose. All’atto del controllo, ne venivano rinvenuti alcuni denutriti, scheletrici e malati, intenti a vagare all’interno dell’azienda. E la successiva attività ispettiva dell’azienda consentiva di rinvenire il resto chiusi in gabbie minuscole, normalmente utilizzate per l’allevamento dei conigli, e altri chiusi in gabbie nascoste in un capannone, immersi da tempo nei loro escrementi e al buio.

OSSA E CARCASSE BRUCIATE TRA I RIFIUTI
A seguito degli accertamenti, il personale intervenuto, grazie al supporto dell’Asl, ha proceduto ad accalappiare i cani, microchipparli e poi avviare immediatamente la profilassi necessaria per curare le malattie riscontrate. Tuttavia, proprio grazie alla accurata attività ispettiva dell’intera superficie aziendale, i militari e gli operatori intervenuti su posto, accertavano e documentavano fotograficamente la presenza di centinaia di ossa di animali riconducibili a specie ovicaprine, bufaline, ma anche di cani, e proprio a pochi passi da un deposito in un’area altamente degradata, gli agenti rinvenivano una carcassa di un cucciolo quasi completamente bruciata tra i rifiuti che il titolare dell’azienda smaltiva sui suoli. Una scena raccapricciante, che tuttavia evidenziava ulteriormente il degrado le condizioni terribili di detenzione degli animali in quello che appariva un vero e proprio lager.

SEQUESTRATA L’INTERA AZIENDA E DENUNCIATO IL TITOLARE
Al termine delle operazioni, gli animali venivano fatti immediatamente spostare in attesa di ulteriori disposizioni dell’Autorità Giudiziaria, inoltre avendo riscontrato su gran parte della superficie aziendale l’ingente presenza di diverse categorie merceologiche di rifiuti speciali non pericolosi disseminati (inerti di origine edilizia, rifiuti ferrosi, plastici, ossa animali, carcasse di auto, oltre duecento pneumatici esausti di varie dimensioni, macchinari agricoli dismessi), i militari procedevano al sequestro giudiziario dell’intera superficie aziendale, per poi denunciare in stato di libertà  l’imprenditore per i reati di maltrattamento animale ed illecita gestione e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi.

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