“Ad Agropoli si muore”: lo scatto provocatorio per l’ospedale Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Ad Agropoli si muore mentre, a livello nazionale, si discute del lato B della statua della spigolatrice

Agropoli. Salvare l’ospedale di Agropoli. E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa provocatoria messa in atto dalla giornalista Raffaella Giaccio dell’emittente televisiva Cilento Channel di Agropoli,  ieri davanti al presidio sanitario. Uno scatto realizzato dalla fotografa Ornella Foglia e i suoi collaboratori Giuseppe Schiavo e Bruno Cantarella. “Lo scatto – spiega Raffaella – nasce da una provocazione che ho lanciato sui social dopo la tempesta mediatica sulla nuova statua della Spigolatrice di Sapri e le sue forme evidenti. La foto è stata elaborata in post produzione dallo studio “Ornella Foglia Fotografia” esasperando il colore in bianco e nero tanto da ricreare uno scatto di “cronaca” con lo sfondo del nostro tanto desiderato ospedale civile. Uno scatto fotografico con una provocazione ben precisa: mettere al centro dell’attenzione un bel fondoschiena   e lasciarsi alle spalle invece un problema serio, atavico che non da risposte ai cittadini e al comprensorio, l’ospedale civile di Agropoli. Non ambivo ad una folla di persone, ma a realizzare con la presenza di cittadini del posto questo scatto e ci tengo a precisarlo. Non mi stancherò mai, finchè avrò voce, di andare avanti nelle mie possibilità e mettere sempre in risalto quello che non va riguardo la nostra sanità. Abbiamo tutti delle famiglie, dei figli , dei genitori e sapere che non c’è un presidio ospedaliero efficace ed efficiente, che possa prestare soccorso a chi ne ha bisogno nel 2021 è terrificante.  Il nostro scatto vuole attirare soprattutto l’attenzione e provocare quanto più è possibile l’opinione pubblica su questo tema. Spero che  questa foto diventi l’emblema del nostro più grande problema. Se un eccellente  fondoschiena può davvero essere così efficace  e attirare l’attenzione mediatica,  ben venga. E per questo ringrazio Alessandra Maffia per essersi prestata in prima persona e aver prestato il suo corpo a questa denuncia”.

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