Senato: no a uso “ministra” o “senatrice” linguaggio istituzionale Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

“Ministra”, “senatrice”, “la presidente”:  tutti i ruoli politici declinati al femminile non faranno parte del linguaggio istituzionale del Senato. A rimanere in tutti i documenti e le comunicazioni ufficiali sarà ancora il genere unico. In aula, a palazzo Madama, l’emendamento presentato dalla senatrice pentastellata  Alessandra Maiorino non ha raggiunto la maggioranza richiesta  per essere approvato, nonostante il parere favorevole dei relatori. Nessun passo in avanti, quindi, per la parità di genere per il nuovo Regolamento del Senato. Nello scrutinio segreto hanno votato a favore solo 152 senatori, preferenze non sufficienti per raggiungere la maggioranza assoluta necessaria.
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