S.Valentino Torio, stalking: militare finisce in manette Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

San Valentino Torio. È finito in carcere su ordinanza di custodia cautelare il caporalmaggiore dell’esercito accusato di plurimi episodi di stalking nei confronti di una funzionaria del comune di San Valentino Torio. Il reo, già recidivo, più volte interessato da provvedimenti restrittivi per le sue ossessioni, nell’ultima fase risalente appena alla fine di agosto, incrociava la sua vittima per poi mandarle il suo avviso minaccioso. Per la ricostruzione del rapporto c’è una lettera, solo l’ultima di una precedente serie, mandata dal carcere di Santa Maria Capua Vetere dallo stalker alla donna: dopo una prima parte di sofferenza e lamenti per la detenzione, auspicando la libertà, l’uomo passava alle minacce esplicite, spiegando una imminente vendetta: «Io non dimentico nulla, la colpa è solo tua, devi soffrire». L’uomo, un sarnese 41enne, aveva conosciuto la donna nel mezzo delle fasi di separazione dalla sua ex moglie: in primis aveva iniziato con le sortite continue nel suo ufficio, poi aveva iniziato a spaventarla e importunarla, finendo col mandarle lettere d’amore anche spinte, tempestandola di telefonate, citofonando a casa sua di notte, «manifestando espliciti interessi sessuali nei suoi confronti, esprimendo fantasie erotiche e apprezzamenti volgari». In un episodio, l’uomo provava a baciarla davanti ai suoi figli, ricevendo un secco rifiuto. Agli atti dell’informativa redatta dagli uomini della stazione carabinieri di San Valentino, guidata dal comandante Gennaro Corvino, sono finite diciotto lettere d’amore ricevute dalla vittima e sottoscritte dallo stalker, con le frasi e l’erotismo spinto, oltre alle relazioni di servizio in cui la vittima chiamava i carabinieri perché «esasperata dal comportamento dell’uomo». In particolare, l’uomo era già stato gravato dal divieto di avvicinamento, fin dal 2014, con aggravamento nel 2015 e arresti domiciliari per ulteriori violazioni, fino ad una prima condanna. Liberato una prima volta, l’uomo aveva manifestato propositi di vendetta. Anche la collaboratrice della vittima aveva ricevuto ulteriori minacce dall’uomo, confermando i suoi comportamenti violenti e ossessivi. Dopo una nuova misura di arresti domiciliari, il reo proseguiva, di nuovo contro la ex moglie, con nuove denunce. Difeso di fiducia dall’avvocato Stanislao Sessa è in cella. (La Città)

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