Eboli, guerra dei funerali: in cinque a giudizio Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Eboli. Cinque rinvii a giudizio per una macabra battaglia sugli affari del “caro estinto”, in cui imprenditori del settore e operatori delle associazioni di soccorso si sarebbero accordati per accaparrarsi prima il trasporto illecito della salma dall’ospedale e poi l’organizzazione dei funerali. Nelle imputazioni del pm si parla di morti spacciai per vivi, certificati falsi, botte e minacce per eliminare la concorrenza.

Ieri il gup Emiliana Ascoli ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio e ha disposto il processo per Liberato Cioffoletti di Campagna, titolare dell’omonima agenzia funebre, il medico Nicola Bertolini (solo per aver attestato la dimissione in vita di una paziente che invece risulta già deceduta) e tre operatori della Croce Gialla: gli ebolitani Domenico Antoniello, Vincenzo De Biase e Cosimo Dianese, che secondo la Procura avrebbero aggredito e minacciato il personale di associazioni concorrenti. Gli episodi contestati vanno dal settembre 2011 all’anno successivo. Secondo il magistrato la Croce Gialla era solo sulla carta un’associazione dedicata al soccorso di persone inferme. In realtà era “asservita in modo esclusivo al procacciamento di clienti a beneficio dell’impresa di pompe funebri di Cioffoletti” che di fatto avrebbe controllato anche l’associazione di volontariato. Tra le intimazioni ricostruite, quella del gennaio 2012 ai danni di un volontario della Croce Azzurra che stava sistemando a bordo di un’ambulanza dell’associazione un paziente appena dimesso dall’ospedale di Eboli. “Qua comandiamo noi, tu non devi caricare nessuno altrimenti vengo a prenderti sotto casa e ti picchio”: questo il tenore delle minacce attribuite ad Antoniello. E non sarebbero mancate occasioni in cui dalle parole si sarebbe passati ai fatti. In questo contesto vengono inserite, tra l’altro, le presunte minacce di Antoniello e Dianese a un rappresentante della Croce Verde (a sua volta padre dell’amministratore di un’altra agenzia funebre) dopo che questi, nel novembre 2011, aveva segnalato ai carabinieri il trasporto in ambulanza di un paziente già deceduto. Poi un’aggressione a calci e pugni avvenuta nel settembre 2012 nel reparto di Cardiologia attribuita a De Biase. A farne le spese il titolare di un’altra impresa funebre. Da queste ed altre accuse gli imputati dovranno difendersi nel processo che inizierà a dicembre. (La Città)

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