Eboli, acqua putrida e alghe. Arpac: “Anche colpa dei fertilizzanti” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Eboli. «Il fitoplancton non è in concentrazione anomala». È questo il risultato dell’unico prelievo effettuato il 17 luglio dai tecnici dell’Arpac sulla spiaggia accanto all’Idrovora. Una giornata in cui le acque e l’arenile risultavano verdastri o giallognoli e pieni di alghe sul confine tra Battipaglia ed Eboli. Ma il fenomeno si è intensificato, tanto che ieri mattina i bagnanti sia in un Comune che nell’altro si sono dati letteralmente alla fuga. Acque melmose e puzzolenti. «I dati di questo primo prelievo – spiega Lucio De Maio, responsabile del dipartimento acque marine dell’Arpac – non spiegherebbero la colorazione anomala. Ma si tratta di un solo campione e credo sia stato prelevato a terra e non a mare. Più fattori quest’anno hanno intensificato il fenomeno: dalle piogge a maggio che hanno arricchito le acque marine di nutrienti, al caldo e alla luce del sole di giugno che hanno fatto in modo da far crescere le alghe. Se l’idrovora ha portato a mare i residui dei fertilizzanti le alghe hanno avuto ancor più nutrimento. Quando poi il fenomeno aumenta c’è un picco di zooplancton, cioè produzione animale, non vegetale. L’odore di marcio è dovuto alla putrefazione in atto».

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