Capaccio. Merola:” Manca manodopera, prodotti marciscono nei campi” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Capaccio Paestum. Il reddito di cittadinanza crea vantaggi solo a chi lo riceve. Lo sanno bene le aziende agricole del territorio, che non riescono più a trovare la manodopera utile a portare avanti le attività. A fronte di uno stipendio di base di circa mille euro  sono in molti a scegliere di stare a casa e percepirne solo 700 euro, ma senza lo sbattimento della fatica e del caldo, soprattutto nei mesi estivi. E  così i campi si svuotano e i prodotti ortofrutticoli, soprattutto ortaggi e frutta, non vengono raccolta. Abbiamo parlato della problematica con Vittorio Merola, presidente del Consorzio del mercato ortofrutticolo di Paestum, costituto da una ventina di operatori.

Manca la manodopera e i prodotti ortofrutticolo non vengono raccolti 

La mancanza di manodopera – commenta Vittorio – rappresenta un problema serio, soprattutto le aziende più piccole, ne hanno risentito tantissimo.  I braccianti agricoli  non si trovano, preferiscono percepire il reddito di cittadinanza piuttosto che essere impiegati nelle aziende. Di conseguenza, gli imprenditori agricoli riescono a impiegare poco personale con una raccolta parziale dei prodotti. La pandemia non ha aiutato. I prezzi di vendita sono bassi e il margine di guadagno è praticamente nullo. Ora, con le riaperture, c’è stata una minima ripresa, vendiamo i prodotti di stagione, dai peperoni alle melanzane, dai pomodori ai cocomeri, come pure le fragole e la frutta di stagione.  Siamo tornati a rifornire gli alberghi e i ristoranti, così come i villaggi turistici, che hanno ripreso gli eventi, ma le criticità restano.  Il caldo delle ultime settimane non ha di certo aiutato, anche se almeno a quello eravamo preparati”.

L’agricoltura cambia e si adegua ai tempi  

Nuove dinamiche, dunque, per un territorio a vocazione agricola, com’è quello di Capaccio Paestum. Quello che emerge è un quadro non propriamente felice per le realtà agricole, soprattutto per quelle meno grandi e magari non afferenti alle associazioni di categoria.

Ma cosa vuol dire essere un piccolo imprenditore agricolo a Capaccio Paestum, oggi?

Se fino a qualche tempo fa – spiega Merolal’obiettivo era una vasta produzione ortofrutticola, che si fondava sulla richiesta da parte delle attività del territorio, soprattutto nella stagione estiva, oggi gli imprenditori sono maggiormente orientati alla produzione di erbe per l’allevamento bufalino. È in atto una propria trasformazione, che va ovviamente a discapito dei piccoli e medi imprenditori. La situazione sta mutando in fretta, e non in meglio. Un piccolo imprenditore è destinato a morire. Ci sono i costi della manodopera, quando si trova, ci sono da pagare tasse, contributi, le spese di gestione. E i guadagni sono azzerati. C’è una forte sproporzione tra entrate e uscite, che sta determinando, a poco a poco, la sparizione di queste piccole realtà. Chi sopravvive sono le grosse aziende. La realtà dei fatti è che a sopravvivere  sono le grosse aziende. Il resto, purtroppo, è destinato a perire spesso anche perché la politica non fa abbastanza. L’agricoltura non si può fare in giacca e cravatta. Ne deve parlare chi la conosce, chi ha competenze in questo settore. A prendere le decisioni devono essere gli attori coinvolti, non i politici  che sono distanti dalla nostra realtà e che, spesso, non sono neppure in grado di comprenderla”.

»

Leggi anche

[VIDEO] Albanella. Inaugurato murales in ricordo del piccolo Amerigo

Albanella. Tanta commozione oggi all’inaugurazione del murales realizzato in ricordo del piccolo Amerigo De Marco nell’ambi

Salerno. La Polizia in soccorso di anziani in difficoltà

Non solo prevenzione dei reati e repressione di condotte illegali per le donne e gli uomini della Squadra Volante della […]

Palomonte. Cisl Fp: incontro Cda Azienda consortile Agorà S10

La Cisl FP, il Confederale delle Politiche Sociali e il Coordinamento dei Piani di Zona incontrano il CDA dell’Azienda Consortile [&h

Webp.net-gifmaker