Castel S.Giorgio. Ricettazione ed evasione fiscale, nei guai imprenditore Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Castel San Giorgio. Un milione di euro in contanti, a tanto ammonta il denaro rinvenuto e sequestrato dai finanzieri del comando provinciale di Salerno, durante la perquisizione di un’abitazione del padre di un noto imprenditore dell’Agro nocerino sarnese. L’intervento è stato eseguito nell’ambito di un’articolata indagine, coordinata dai sostituti procuratori Davide Palmieri ed Angelo Rubano della Procura di Nocera Inferiore, nei confronti di una società di Castel San Giorgio, tra le più importanti a livello nazionale nella distribuzione dei carburanti. Nel corso degli approfondimenti delegati alla guardia di finanza di Salerno, è emerso il ruolo chiave dell’impresa in un complesso meccanismo di evasione dell’Iva, che le aveva consentito di immettere in commercio benzina e gasolio a prezzi altamente vantaggiosi. Nello specifico, l’imprenditore si avvaleva di una serie di società cartiere, sparse su tutto il territorio nazionale, formalmente amministrate da semplici presta nomi che, attraverso la presentazione di documenti falsi, sfruttavano un particolare regime fiscale, quello dei cosiddetti esportatori abituali, per acquistare il prodotto in esenzione di imposta. Ed è proprio durante una delle perquisizioni delegate, a casa del padre del principale indagato, che gli investigatori hanno rinvenuto denaro contante per oltre un milione di euro, occultato nei posti più disparati, sotto il materasso ed addirittura all’interno di contenitori di biscotti. D’intesa con questa Procura, l’intero importo è stato sequestrato dalle fiamme gialle, ritenendosi lo stesso quale provento del delitto di evasione fiscale, anche alla luce delle inconferenti ed inattendibili giustificazioni adottate dal detentore, a carico del quale è quindi scattata l’accusa di ricettazione. Il Gip del Tribunale in sede, Gustavo Danise, accogliendo la richiesta della Procura, ne ha disposto il sequestro preventivo, misura che è stata confermata dal Tribunale del riesame e proprio oggi, dalla Corte di Cassazione, che ha dichiarato inamissibile il ricorso.

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