Capaccio. Vicenda Nettuno,Palumbo”Non ha influenzato elezioni” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Capaccio Paestum. “La vicenda del ristorante Nettuno, ritengo non abbia inciso sui risultati delle amministrative se non sollevando qualche polemica”. 

Il sindaco Franco Palumbo non ha dubbi, e conferma che nessuna influenza ha avuto il coinvolgimento dell’ex sindaco Italo Voza e della sua famiglia, nella vicenda della gestione del complesso immobiliare Nettuno nell’area archeologica di Paestum.

La Corte dei Conti, recentemente, non ha riconosciuto nessuna responsabilità a Voza e ai funzionari comunali relativamente al contestato danno erariale. La sentenza documenta che gli amministratori comunali, durante gli anni, hanno correttamente operato ritenendo che la proprietà fosse stata trasferita all’Ente per le antichità e beni archeologico della provincia di Salerno. L’immobile non era proprietà del Comune pertanto non si configura il danno erariale. “La mia posizione è  stata chiara ho sempre sostenuto che non sono contro nessuno – evidenzia Palumbo – ma pretendo il rispetto delle regole. La Corte dei Conti ha emesso una sentenza precisa sul discorso del danno erariale spostando le responsabilità sulla Prefettura. Contestualmente, credo sia stata sancita  una cosa chiarissima: il Nettuno o è dell’Ente per le antichità o del Comune. Come sindaco e cittadino di questa terra auspicherei che il complesso immobiliare Nettuno anziché andare all’Ente per le antichità possa ritornare nel patrimonio del Comune“. Palumbo conclude: ” L’ex sindaco Italo Voza, o meglio ancora la sua famiglia, è persona rispettabilissima sono i gestori e non proprietari, sono stati coinvolti loro malgrado in questa vicenda anomala. Dobbiamo vedere da un punto di vista civilistico di chi è la proprietà del complesso immobiliare. Questo è l’unico punto fermo. Dobbiamo capire questo,  rivendichiamo quelle che sono delle legittime aspettative di un territorio, e spero che il Nettuno torni alla città di Capaccio Paestum. In ogni caso la gestione, chiunque sia il proprietario il Comune o l’Ente per le antichità, la gestione dell’immobile dovrà essere affidata attraverso l’evidenza pubblica. Le cose vanno affrontate con chiarezza nel rispetto degli interessi della comunità e delle regole”. Il compendio immobiliare situato in via Nettuno fu acquisito dal Comune, con atto di compravendita del Podestà, nel 1931 poi passato all’Ente per le antichità e i monumenti della provincia di Salerno. Il bene è attualmente concesso in locazione alla società “Ristorante Nettuno con un contratto rinnovato, l’ultima volta nel 2006, con scadenza ventennale. Il potenziale danno erariale ero emerso dall’entità del canone annuo di 12.000 euro. Il ristorante Nettuno fu realizzato nel 1929, in seguito all’ampliamento di una casa colonica, risalente alla seconda metà dell’800, che inglobava fin dall’origine una delle torri appartenenti a Porta Giustizia, di epoca greco lucana. L’antica fabbrica fu trasformata  in sala ristorante e fu  luogo di ristoro per gli innumerevoli viaggiatori.

 

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