Capaccio. Tributi comunali: Braccio di ferro Comune e Ariston Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

I titolari presentano ricorso per opporsi al pagamento di 106.000 euro

Capaccio Paestum. Mancato pagamento dei tributi comunali: tra ricorsi e controricorsi continua la querelle tra il Comune e la società Hotel Ariston. La nota struttura alberghiera capaccese ha infatti, proceduto con un nuovo ricorso tributario per Cassazione, al quale si è opposto il Comune.

Al centro del contenzioso, c’è “ la pretesa impositiva dell’Ente fondata sull’avviso di pagamento, che fa riferimento all’anno 2016” emesso dall’ufficio Tributi ed Entrate Patrimoniali, diretto dal responsabile Antonio Rinaldi. Nello specifico il Comune rivendica il mancato pagamento della Tari dovuta appunto per il 2016, con un avviso notificato alla società nel mese di febbraio del 2017, per un importo complessivo di 106.617 euro. La società Hotel Ariston con il ricorso tributario chiede alla Suprema Corte di Cassazione la riforma della sentenza (1375/2021) pronunciata dalla Commissione Tributaria Regionale – sezione staccata di dello scorso Salerno 28 gennaio 2021, nella quale è stata accolto il ricorso per revocazione del Comune di Capaccio Paestum. In sede di revocazione infatti, la Commissione tributaria regionale ha dato ragione all’Ente comunale. L’Ariston ha ritenuto di dover proseguire nell’impugnazione e, in ultima battura, ha proposto il ricorso per Cassazione. Con delibera di giunta è stata autorizzata la costituzione in giudizio del Comune di Capaccio Paestum in ordine alla controversia tributaria. L’Ente si affiderà ad un legale qualificato con comprovate competenze in materia tributaria – amministrativa, che lo assisterà nella controversia. Questo non è l’unico contenzioso in atto tra la società e il Comune. Lo scorso mese di aprile la Commissione tributaria regionale ha accolto le ragioni del Comune di Capaccio relativamente al pagamento della Tari per l’anno 2017 per un importo di 109.000 euro. Anche in questo caso, la società aveva impugnato, davanti al Ctp di Salerno, l’avviso di accertamento emesso dal Comune. Tra le contestazioni la “ illegittimità della richiesta e la disapplicazione del regolamento comunale”. Con la sentenza del 2019 la Commissione provinciale di Salerno aveva accolto il ricorso dell’Hotel Ariston. Il Comune ha resistito in giudizio, si è appellato e ha vinto ottenendo la condanna della struttura alberghiera al pagamento dei circa 109.000 euro. Riguardo l’annualità 2020, la società ha proceduto ancora con un altro ricorso contestando la somma di 108.000 euro.

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