Bilancio Parco,Iannuzzi”:Mai più immobili decrepiti,abbandonati, e infruttuosi” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Il presidente della Comunità del Parco a gran voce chiede un piano strategico organico e complessivo di valorizzazione dei beni del Parco ammontanti a circa 20 milioni di euro.  Un così ingente potenziale economico deve  diventare fruttifero e alimentare crescita e sviluppo. Definire la “governace” migliore per un processo di valorizzazione immobiliare è una priorità ineludibile e non più procrastinabile.

 Il Presidente della Comunità del Parco Salvatore Iannuzzi nel corso della discussione dello strumento di programmazione dell’Ente interviene per porre un problema di rilievo : i beni immobiliari dell’ ente parco nazionale. I sindaci della Comunità del Parco in un documento strategico approvato nel maggio scorso hanno denunciato il grande sperpero di danaro pubblico in inutili cattedrali nel deserto, circa mille milioni di euro spesi in 10 anni e affidato al loro presidente il compito di valorizzare i beni del parco. Il ragionamento sviluppato da presidente Iannuzzi si riferisce al fatto che un così ingente patrimonio non può rimanere in una condizione abbandonica o di sotto utilizzazione. L’indice di redditività di detti immobili deve aumentare e molti di essi versano in una condizione manutentiva precaria ponendo a rischio anche la incolumità dei fruitori. Da tanto discende l’idea di censire tutti beni, individuare quelli che sono funzionali ai progetti di sviluppo dell’area Parco,sistemarli, e immetterli in una rete produttiva. I beni non utilizzati  e non funzionali agli obiettivi strategici che il Parco vanno alienati, fittati o dati in gestione e il ricavato reinvestito in favore delle comunità locali, in particolare, in favore dei tanti giovani imprenditori agricoli che soffocati dai costanti danni indotti dalla fauna protetta rischiano di fallire e abbandonare il Territorio accrescendo quel processo di desertificazione umana che ha dilaniato le comunità locali.

I beni non devono rappresentare un costo bensì una risorsa. Gli immobili ritenuti “strategici”,vanno,al contrario, valutati nell’attuale stato di conservazione e, se necessario, riportati  in uno stato di uso perfetto e sicuro. Per I beni utili occorre predisporre un piano di manutenzione annuale e triennale con precisi crono programmi degli interventi. Definiti i criteri cui ancorare il processo e una forma di “governance” dei beni l’Ente dovrà attuare nel rispetto di un preciso cronoprogramma, l’iter amministrativo-procedurale. Il prossimo bilancio dell’ente non potrà prescindere dall’ acquisizione di un piano di valorizzazione immobiliare e da un piano manutentivo su base triennale.

La riflessione svolta dal presidente Iannuzzi, informata da razionali principi di gestione della cosa pubblica,apprezzata e ripresa, in particolare, dal consigliere Barbato è stata infine recepita dal direttivo del Parco che ha dichiarato,in risposta, a mezzo Pellegrino, di portare all’attenzione del prossimo direttivo la discussione di una proposta di valorizzazione dei beni del nella disponibilità del PNCVDA.

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