Battipaglia, palazzo in via Domodossola: dopo 13 anni sarà abbattuto Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Battipaglia. Giù tremila metri cubi di cemento in via Domodossola. Sarà abbattuto il palazzo di otto piani al centro della querelle tra Lanzetta e il Comune di Battipaglia. All’interno vi sarebbe dovuto sorgere un centro direzionale, ma i giudici del Consiglio di Stato hanno detto no dopo 13 anni di rimpallo giudiziario.

LA VICENDA

La vicenda comincia nel 2008, quando la famiglia De Biase, proprietaria del suolo, ottenne il placet dal commissario ad acta per realizzare il progetto. Nel 2010, un decreto del gip fermò tutto e il cantiere venne sequestrato. La vicenda è rimasta in sospeso sino al 2015, quando arrivarono le condanne di primo grado per i proprietari. Tre anni dopo, la sentenza venne riformulata in sede d’appello e gli imputati vennero prosciolti. La Corte d’Appello di Salerno ordinò la restituzione ai legittimi proprietari, ma nel frattempo la srl che si occupava dei lavori finì nelle mani della Curatela fallimentare e comprata da una società di Gennaro Lanzetta che, nel 2019, rivendicò il diritto di riprendere i lavori dopo il dissequestro. Il Comune si oppose, ma il Tar rispose picche. Al che, l’ente impugnò la sentenza la sentenza in Consiglio di Stato per la “compromissione delle scelte pianificatorie comunali in difetto delle misure minime di aree a standard urbanistica. La richiesta di Lanzetta vide il diniego anche da parte del Settore Tecnico comunale: “Il permesso di costruire per il quale vi è istanza di proroga e voltura è affetto, in modo palese, da profili fi illegittimità”. Ora il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta del Comune e il palazzo andrà abbattuto.

(fonte La Città di Salerno)

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