Anche a Capaccio arriva la tassa di soggiorno Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Capaccio Paestum. Anche nella Città dei Templi sarà istituita la tassa di soggiorno. A darne notizia è stato lo stesso sindaco Franco Palumbo durante un incontro pubblico tenutosi la scorsa settimana.

“Ho firmato l’indirizzo –  ha affermato il primo cittadino capaccese – per l’istituzione della tassa di soggiorno. E’ già partita la nota. Avrei voluto che avesse un’altra dicitura, magari contributo per lo sviluppo turistico, considerato che la stessa sarà utilizzata per queste finalità,  ma mi è stato imposto che la denominazione deve essere tassa di soggiorno“. L’istituzione della tassa di soggiorno a Capaccio Paestum è stata una proposta che già nel 2011 era stata portata al vaglio dell’allora consiglio comunale della passata amministrazione del sindaco Pasquale Marino, che aveva espresso la volontà di dare seguito alla direttiva dello Stato. Di fatto, Capaccio Paestum insieme ad altre città turistiche importanti della Campania come Caserta, Baia Domitia,  Castelvolturno, è tra i Comuni che non hanno ancora istituito la tassa di soggiorno. Anche il Comune di Capaccio Paestum, così come alcune delle più importanti località turistiche italiane a livello nazionale e internazionale, ha dunque avviato le procedure necessarie all’istituzione della tassa di soggiorno in vista del redigendo bilancio di previsione per l’anno 2018. “Così come molte altre città turistiche italiane – evidenzia Palumbo –  note a livello nazionale e internazionale, anche Capaccio Paestum si prepara ad istituire la tassa di soggiorno a partire dal 2018. Attraverso l’istituzione di questo piccolo contributo, richiesto ai turisti che soggiorneranno nel nostro territorio comunale, finanzieremo interventi in materia di turismo, sostegno delle strutture ricettive, valorizzazione dei beni culturali e ambientali, e dei relativi servizi pubblici locali“. Si tratta di un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul territorio, da applicare secondo criteri di gradualità, in proporzione alla loro classificazione. Il Comune  darà così  seguito ad una direttiva dello Stato attraverso l’applicazione della tassa di soggiorno, che dovrà pagare chi alloggia nelle strutture ricettive. Una tassa che potrà rimpinguare le casse comunali, se si pensa che  la Città dei Templi registra la presenza, durante la stagione estiva, di oltre 60mila presenze. Bisognerà vedere se l’applicazione dell’imposta sul turismo sarà condivisa da tutti e, in particolare, dagli operatori turistici e albergatori che in altri comuni, dove la tassa è stata istituita, hanno contestato  ritenendola penalizzante.

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