Albanella. “Ore 6, e siamo sotto la pioggia incessante noi operatori ecologici di Albanella, che senza ma e senza se ogni giorno garantiamo il servizio per questo comune. Abbiamo lavorato fin dall’inizio e per tutta la pandemia senza sosta con la paura di un virus sconosciuto per il bene di tutti. Siamo una squadra, siamo una famiglia, con delle famiglie a carico. Lavoriamo sodo senza mai tirarci indietro, sotto la pioggia e sotto al sole, ma non percepiamo lo stipendio da quasi tre mesi. È assurdo. Non è giusto continuare a pagare per colpe che non sono nostre“. È l’amaro sfogo di Marco Palladino, uno degli operatori ecologici di Albanella che da mesi è senza stipendio.
La situazione sul cantiere di Albanella è critica e si protrae da oltre due anni. La caduta dell’amministrazione, capeggiata dal sindaco Enzo Bagini, ha lasciato sul tavolo delle decisioni tante questioni aperte, tra cui la mancata firma del contratto per il servizio di gestione della raccolta rifiuti. Un appalto in teoria aggiudicato due anni fa, ma ad oggi ancora non regolato da contratto per la gestione e le competenze.
La SRA, l’azienda che si occupa del servizio, ha intanto avviato la cessione di un ramo d’azienda alla GF Scavi, a cui di fatto passa la competenza sul territorio di Albanella. Il Comune, attualmente gestito dal commissario prefettizio Clelia Ardone, vanta un debito di circa 300.000 euro nei confronti dell’azienda SRA, che di conseguenza non ha i fondi per pagare gli operai. A rimetterci, ovviamente, sono proprio gli operatori ecologici.
Il sindacato Fiadel, al fianco dei lavoratori di Albanella, ha annunciato la richiesta di un incontro con il commissario prefettizio per la risoluzione della vicenda. In caso contrario è stata già prospettata battaglia legale e interruzione del servizio.































