Ospedale Vallo, carenza personale. Nursind: “Solo problemi, mai soluzioni” Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Vallo di Diano/Agropoli. Carenza di personale presso l’ospedale San Luca, nell’ambito del Dea Vallo-Agropoli: a denunciarla è la sigla sindacale Nursind Salerno, tramite il segretario provinciale Biagio Tomasco e il dirigente sindacale Adriano Cirillo.

Vista la situazione di grave carenza di personale, di ogni ordine e grado all’interno del DEA Vallo-Agropoli, chiediamo un intervento urgente teso a sanare il gravissimo ridimensionamento dell’offerta di salute che si sta verificando. Ad oggi – scrivono Tomasco e Cirilloogni reparto vive una condizione di precarietà, il personale è obbligato a svolgere numerosissime ore di straordinario per comparto e Alpi per il solo raggiungimento della copertura dei turni di servizio con un minimo di garanzia dei Lea. Abbiamo unità ospedaliere con soli due dirigenti medici in servizio, branche ad ala specialità che non sono in condizioni di garantire l’urgenza nelle ore notturne, servizi che si vedono costretti a inviare all’esterno campioni di sangue prelevato per la lavorazione degli stessi. 

Questo lento depauperamento dei servizi – continuano – dura da anni. Il territorio sta perdendo pezzi di offerta di salute e nessuno sembra preoccuparsene. Neurochirurgia, Centro trasfusionale, Malattie infettive, Chrirurgia vascolare sono le unità ospedaliere con la maggiore carenza di personale medico, ma altri sono comunque in grave difficoltà. Basti pensare a Oculistica e Otorino, accorpati da anni, Cardiologia, Urologia. Nonostante la carenza di personale medico, l’azienda consente che tutto questo accada senza muovere un dito, bandisce concorsi che poi annulla o riformula, si perde in inutili lungaggini burocratiche, emette assensi a trasferimento verso altri presidi aziendali, tutte cose che perseguono quello che a nostro parere è un progetto teso al ridimensionamento del nostro ospedale. Sulla carta ci potenziano, basti vedere i reparti previsti nell’atto aziendale, addirittura si prevedono aperture di nuovi posti di degenza di Neurologia, Gastroenterologia, Riabilitazione. Di fatto non arrivano le risorse.

Tomasco e Cirillo continuano: “In tutto questo chi si lamenta? Chi perora la causa del nostro territorio? La direzione Sanitaria è impotente, sostiene di rappresentare la situazione alla Direzione Generale ma di non ricevere risposte, la politica locale è silente, inesistente, gli organi di stampa forse non vedendo più la notizia come qualcosa di rilevante (essendo argomento trito e ritrito) non si interessano più all’argomento. L’emergenza Covid ha nascosto per 2 anni la vera emergenza, quella riguardante il declino di un ospedale, quello di Vallo della Lucania, lo scadere della possibilità di curarsi vicino casa, il depotenziamento di un territorio intero. Allo stesso tempo però, il Covid, ha permesso la riapertura, se pure parziale, del presidio di Agropoli, dove ad oggi si svolgono attività che comunque rivestono una rilevante importanza, consentendo appunto ai pazienti del nostro territorio di restare qui, qualora infetti dal COVID19, anziché andare lontano in chissà quale zona della Regione. Tutto bene, fatto salvo per il fatto che parte delle risorse umane, necessarie a far funzionare l’ospedale di Agropoli, sono state sottratte proprio all’ospedale di Vallo della Lucania. Certamente qualcuno obietterà che alcune delle risorse sottratte al presidio ospedaliero di Vallo siano state assunte per l’emergenza Covid, vero (e non è così per tutte, alcune figure erano pienamente in servizio presso l’ospedale di Vallo molto prima del Covid) ma perché non si valuta quante centinaia di unità di personale è oggi in servizio, all’interno della ASL Salerno, in reparti e Presidi Ospedalieri che nulla hanno a che fare con il COVID? In alcuni posti si può fare tutto e di più, a Vallo, e per Vallo spesso si trovano solo i problemi e mai le soluzioni. Pochi mesi fa abbiamo inaugurato la nuova facciata dell’ospedale, lavori attesi da anni, fondi stanziati da anni, poi finalmente realizzati. Il fatto però, il paradosso, è proprio questo, si trattava solo di lavori di una facciata“.

 

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