Ottati. Un viaggio nel tempo per valorizzare la storia locale e attrarre un nuovo turismo culturale. Il consiglio comunale di Ottati ha deliberato all’unanimità l’adesione formale e gratuita al progetto museale territoriale denominato “Eight-Towers (Ahto-torni)”, un’iniziativa nata per riscoprire e studiare le antiche architetture longobarde del Cilento.
Il progetto e la rete tra Comuni
L’iniziativa è stata sviluppata dal gruppo di ricerca Medieval Wooden Architecture, che ha già avviato una solida partnership con il vicino Comune di Corleto Monforte e altri enti del territorio. L’obiettivo principale è quello di creare una rete di studio e di valorizzazione turistica attorno alle “otto torri” (da qui il nome del progetto) e agli insediamenti storici lasciati in eredità dai Longobardi.
Ingegneria contro il dissesto
L’adesione a questo progetto non ha solo una valenza puramente storica o museale. L’interesse per l’architettura longobarda in legno risiede anche nelle straordinarie capacità ingegneristiche di questa antica popolazione: i Longobardi furono infatti capaci di realizzare infrastrutture resistenti e flessibili, costruite in aree complesse e fortemente sottoposte a dissesto idrogeologico. Studiare queste antiche tecniche costruttive rappresenta oggi un affascinante punto di incontro tra archeologia e ingegneria ambientale.
Gli impegni del Comune
L’adesione al progetto “Eight-Towers” è stata dichiarata immediatamente esecutiva ed è a costo zero. A fronte della partecipazione gratuita, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Elio Guadagno si è impegnata a garantire ai ricercatori e ai soggetti attuatori la massima disponibilità logistica e a fornire piena collaborazione per le attività di studio sul territorio comunale.
Si tratta di un’operazione culturale di notevole impatto per la crescita economico-sociale di Ottati, inserendo il paese in un circuito turistico e accademico di respiro sovracomunale.































