Da Valle dell’Angelo un’alleanza nazionale per i borghi sotto i 500 abitanti Pagina Facebook Voce di Strada Profilo Twitter Voce di Strada

Al via la costituzione della rete Pico

Valle dell’Angelo. Il Comune si fa promotore di un’ambiziosa iniziativa istituzionale a tutela delle piccolissime realtà territoriali italiane. L’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Iannuzzi ha dato il via libera al protocollo d’intesa per la costituzione della “Rete PICO – Piccoli Paesi d’Italia Custodi di Origini”.

Gli obiettivi

La rete di collaborazione volontaria è stata pensata specificamente per valorizzare i comuni italiani con una popolazione inferiore ai 500 abitanti. Il protocollo d’intesa pone al centro dell’agenda politica e amministrativa diverse finalità strategiche: sviluppare progetti condivisi di rigenerazione economica e sociale, attivando azioni mirate per il contrasto ai fenomeni di spopolamento; promuovere il turismo e la cultura dei territori, puntando in particolar modo sul turismo delle radici, su quello “slow”, identitario ed esperienziale; rafforzare la limitata capacità progettuale e amministrativa dei piccoli enti, facilitando la partecipazione congiunta a bandi regionali, nazionali ed europei.

Il ruolo guida di Valle dell’Angelo

All’interno di questa nuova alleanza, il Comune di Valle dell’Angelo assumerà un ruolo centrale. L’ente è stato infatti individuato quale Comune promotore e capofila per tutta la fase costitutiva e di avvio del progetto.

In questa veste, spetterà all’amministrazione coordinare le attività iniziali, curare i rapporti istituzionali con gli altri comuni aderenti, convocare gli incontri e svolgere le funzioni di raccordo amministrativo. L’organo di indirizzo della nascente rete sarà l’Assemblea, che sarà composta dai sindaci dei comuni partecipanti o da loro delegati.

Zero costi e prospettive organizzative future

Dal punto di vista burocratico e finanziario, la sottoscrizione del protocollo d’intesa non comporterà alcun onere economico obbligatorio a carico degli enti aderenti, salvo successivi accordi specifici.

Il documento, che ha una validità di tre anni ed è rinnovabile, disciplina per il momento solo la fase di avvio e coordinamento, senza determinare la nascita immediata di un nuovo soggetto giuridico. Tuttavia, il testo traccia già la strada per una possibile evoluzione organizzativa: i comuni firmatari si impegnano infatti a valutare, in futuro, la costituzione di un’associazione tra enti locali, o altra forma giuridica stabile come fondazioni, Ats o accordi di programma, al fine di consolidare la Rete Pico. La costituzione di un simile organismo sarà in ogni caso subordinata a ulteriori e specifiche approvazioni da parte dei competenti organi di ciascun ente aderente. La delibera di adesione è stata votata all’unanimità dai presenti e dichiarata immediatamente eseguibile.

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